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Alunni in quarantena, ma i genitori no: "Sono un contatto indiretto". Completate le procedure con le famiglie

Sono i vigili urbani anche con l'ausilio di whatsapp a effettuare i controlli senza così venire in contatto diretto con i soggetti posti in quarantena

 

Tanti bambini in quarantena, pochissimi adulti, nemmeno i genitori degli alunni che devono stare in isolamento domiciliare fino al 16 marzo perché hanno avuto un contatto diretto con la maestra contagiata. In molti si sono chiesti perché. In base agli studi epidemiologici sono posti in quarantena i contatti diretti, non quelli indiretti o considerati secondari.

E l'Asl lo ha messo in pratica in base agli elenchi ricevuti dalla scuola. Per questo non sono obbligati all'isolamento alcuni degli adulti che lavorano nello stesso plesso. Chi doveva ricevere la notifica dell'ordinanza del Comune lo ha fatto entro la mezzanotte e mezzo di ieri sera, momento in cui negli uffici dell'amministrazione hanno terminato le 119 notifiche alle famiglie dei 112 bambini e ai 7 adulti coinvolti. Il lavoro è stato certosino e serrato portato avanti dalla segreteria del sindaco e dell'assessorato al sociale. Tutti gli altri si possono considerare fuori da questa vicenda, compresi coloro che, ad esempio, hanno giocato una partita di calcio dove era presente un bambino di quella scuola.

I controlli

Le famiglie contattate per la quarantena dei loro figli, hanno ricevuto per email l'ordinanza del sindaco che contiene anche tutte le indicazioni del caso. I giorni di isolamento sono stati stabiliti fino al 16 marzo e le violazioni costituiscono un reato. E' compito della polizia municipale, con la quale il sindaco si è già confrontato, effettuare i controlli. 

"Senza porre gli agenti in condizioni di possibile contatto diretto con le persone in quarantena, controlleranno che le disposizioni siano rispettate, anche attraverso l'uso di chat con lo scambio di immagini in tempo reale" ha spiegato il sindaco.

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