rotate-mobile

Tre anni fa la tragedia dell'Archivio Stato, la direttrice: "Al via lavori sugli impianti". La commemorazione

Anna e Monica, le vedove dei due dipendenti: "I colleghi ci sono stati sempre vicini, come in una famiglia. Li ringraziamo. La verità? La stabilirà il processo"

Sono passati tre anni dalla tragedia. Era il 20 settembre del 2018 quando Filippo Bagni e Piero Bruni persero la vita mentre stavano lavorando all'interno dell'Archivio di Stato: morirono soffocati, per una fuoriuscita anomala di gas argon dall'impianto antincendio. Oggi, nella sala a loro dedicata all'interno dell'Archivio, gli amici e i colleghi hanno organizzato una cerimonia per ricordarli. 

Un mazzo di rose bianche sotto alla targa di intitolazione della sala, l'abbraccio degli amici, le parole di don Alvaro e la commozione delle mogli e dei figli dei due dipendenti: la cerimonia si è consumata in poche, ma intense, decine di minuti. Poi i ringraziamenti delle vedove, Anna e Monica: "I colleghi sono da sempre stati degli amici e fin dal primo momento ci sono stati a fianco. Non ci hanno mai abbandonate. Adesso attendiamo la verità, c'è un processo in corso e vedremo cosa accadrà". 

Il procedimento (che vedrà la sua seconda udienza il prossimo 17 febbraio) conta 11 imputati tra cui anche il direttore dell'archivio Claudio Saviotti e l’ex direttrice Antonella D’Agostino oltre al vicecomandante dei vigili del fuoco dell'epoca Antonio Zumbo.

Intanto arriva la notizia di una serie di lavori che andranno ad interessare lo storico edificio di piazzetta del Commissario. "Si tratta di lavori di manutenzione degli impianti - spiega la direttrice dell'Archivio Ilaria Marcelli - dei quali l'Archivio necessita. Lavori che dobbiamo anche a Filippo e a Piero. Loro sono sempre con noi, abbiamo le loro foto, condividiamo il loro ricordo nella quotidianità del lavoro. Siamo come una piccola famiglia e oggi anche per noi è stato un giorno emotivamente molto toccante. Nel pomeriggio alle 18 ci ritroveremo in Pieve, dove sarà officiata una messa in loro suffragio". 

La tragedia 

Filippo Bagni e Piero Bruni morirono il 20 settembre del 2018 intossicati dal gas argon fuoriuscito dall'impianto antincendio. Fatale, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti durante le indagini, una serie concatenata di eventi legati al malfunzionamento dello stesso impianto. I due impiegati quella mattina erano da poco entrati al lavoro quando si accorsero che la spia dell'impianto si era accesa. I testimoni raccontano che Bruni e Bagni sentirono anche il rumore tipico di una fuoriuscita di gas. Così corsero nel seminterrato e aprirono la porta dello stanzino dove si trovava l'impianto. L'area era però già satura di gas (argon e anidride carbonica) e loro rimasero senza ossigeno. Nulla, stando a quanto ricostruito durante le indagini, avrebbe messo in allerta sul pericolo i due dipendenti: non era stata installata nessuna spia che indicasse una presenza minima di ossigeno. Allo stesso tempo una valvola montata al contrario - sostengono i periti - "non era collegata a nessuna tubatura che convogliasse all'esterno del locale di stoccaggio bombole" il temibile gas, portando alla saturazione.

Video popolari

Tre anni fa la tragedia dell'Archivio Stato, la direttrice: "Al via lavori sugli impianti". La commemorazione

ArezzoNotizie è in caricamento