Martedì, 22 Giugno 2021

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La lotta al Covid dentro le mura di casa. Unità speciali e app in supporto di medici e pazienti

Il ruolo delle unità speciali e la loro dislocazione nel territorio. Ecco come l'azienda Toscana sud est monitora l'evolvere della malattia a distanza

Si chiamano Usca, unità speciali di continuità assistenziale, e il loro compito è quello di garantire un corretto monitoraggio di pazienti, accertati o sospetti, affetti da sars cov 2. Sei i presìdi allestiti e operativi nel territorio aretino. Tre in Valdarno, uno ad Arezzo, uno in Valdichiana e l’altro in Valtiberina. Costituite da un medico e da un infermiere, le equipe hanno il compito di prendere in carico tutti coloro che, pur risultando positivi al virus, non richiedono il ricovero presso le strutture ospedaliere.

“Le unità speciali - spiega Fabiola Mandolesi, responsabile delle cure primarie del distretto Arezzo, Casentino, Valtiberina - sono state attivate dalla fine di marzo. Svolgono un ruolo fondamentale per il contenimento dell’epidemia in quanto prendono in carico i soggetti a domicilio che sono positivi al Coronavirus oppure, predispongono accertamenti specifici anche su coloro che hanno una sintomatologia tale da far sospettare la presenza dell’infezione”.

Tra i compiti delle Usca c’è quello di occuparsi degli ospiti delle residenze socio sanitarie e degli alberghi sanitari. “L’unità speciale - prosegue la responsabile - prende in carico il soggetto e, sia attraverso telefonate che visite dirette, registra i parametri clinici dell’evolvere della patologia. Il tutto mantenendo uno stretto contatto con il medico curante. Abbiamo costituito all’interno dell’Usca anche dei team con un medico geriatra e un infermiere che si occupano direttamente degli anziani”.

Ma come vengono attivate le Usca? La Asl Toscana sud est ha strutturato un modello organizzativo che ricalca quello consolidato di risposta alla cronicità, istituendo quindi la centrale Covid. Questa può attivarle poiché terminale delle richieste di tutti gli attori del sistema aziendale. Alla centrale, inoltre, è deputata la regia del percorso del paziente e può sollecitare le Usca negli aggiornamenti dello stato di salute dei pazienti. “Sono i medici di medicina generale, oppure i pediatri di libera scelta a richiederne il supporto - sottolinea ancora Mandolesi -. Il loro intervento può anche essere richiesto dal 118 o dalle strutture ospedaliere che rendono nota la dimissione di un paziente Covid. Queste equipe lavorano in stretto contatto con la pneumologia territoriale in modo da predisporre interventi in caso di complessità maggiori, ad esempio possono richiedere l’ossigeno terapia a domicilio o addirittura la presa in carico da parte del reparto stesso”.

I cittadini seguiti dalle Usca dell’Asl Toscana sud est possono essere: i pazienti paucisintomatici, cioè quelli con pochi sintomi a cui è stato fatto il tampone perché possibili casi sospetti, e per cui è previsto il costante supporto telefonico e, nel caso, la visita domiciliare; i pazienti che hanno una sintomatologia respiratoria importante, ma che non necessitano di ricovero ospedaliero; i pazienti in dimissione dall’ospedale ma che sono ancora positivi al virus. Al personale Usca viene assegnato uno smartphone (con cover sanificabile per prevenire ogni possibilità d’infezione) con cui possono registrare, tramite note vocali, i parametri vitali e le attività effettuate. Alle persone seguite, invece, è fornita una specifica app per smartphone, con cui possono monitorare i dati clinici e i parametri vitali. Per alcune tipologie di pazienti, quelle che richiedono maggior impegno clinico, sarà possibile attivare anche il telemonitoraggio.

L'ordinanza della Regione Toscana

Attraverso un’ordinanza il presidente Enrico Rossi dà disposizioni sulle linee di indirizzo a cui dovranno attenersi le Asl e i diversi soggetti che operano all’interno del sistema sanitario regionale. Queste linee guida, definite da un’apposita commissione di esperti, tengono conto della grave situazione di emergenza clinico-organizzativa prodotta dalla pandemia in atto, e forniscono, di conseguenza, un dettagliato ventaglio di indicazioni che disciplinano in modo uniforme l’assetto organizzativo della rete territoriale e i percorsi di presa in carico del paziente. Nello specifico, vengono fornite dettagliate disposizioni organizzative su diversi ambiti: inquadramento dei pazienti Covid positivi o negativi; gestione dei pazienti paucisintomatici Covid negativi; gestione dei pazienti Covid positivi; dotazioni tecnologiche a domicilio; unità speciali di continuità assistenziale (Usca); albergo sanitario con i servizi che devono essere garantiti; percorso Covid-19 low care-cure intermedie (modalità e modelli organizzativi); il paziente Covid in rsa e in rsa con protezione sanitaria; cure palliative; attività dei medici di assistenza primaria e dei pediatri di famiglia; attività della continuità assistenziale; percorso per i pazienti non Covid ultra 75enni o cronici o dimessi dall’ospedale, che necessitano di continuità assistenziale sul territorio; applicativi e strumenti informatici regionali utili alla gestione dell'emergenza Coronavirus, al fine di garantire una piattaforma info rmativa unica e coerente sia per la corretta gestione dell’emergenza che per la produzione di dati da comunicare a livello ministeriale. 
Questo sistema informativo prevede il coinvolgimento di più attori che partecipano al processo di assistenza sanitaria al paziente e al processo di contenimento dell’epidemia Covid-19: Regione Toscana, prefetti, sindaci, forze dell’ordine, centrale 118/Cross, medici e pediatri di famiglia, Usca, strutture territoriali intermedie, dipartimento prevenzione-igiene pubblica, laboratori di microbiologia, ospedale Covid.

Le linee di indirizzo prevedono anche alcune considerazioni etiche sulla  gestione dei pazienti affetti da sars-CoV2, in fase terminale, per i quali si ritiene opportuno proporre, quando possibile, la gestione nel proprio domicilio, nel rispetto della dignità e dell’autodeterminazione della persona, supportando le cure disponibili nel territorio con l'attivazione delle cure palliative domiciliari. 

Si parla di

Video popolari

La lotta al Covid dentro le mura di casa. Unità speciali e app in supporto di medici e pazienti

ArezzoNotizie è in caricamento