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Venerdì, 1 Luglio 2022

Legge coltivazione cannabis. L'appello di Walter al parlamento: "Non costringeteci a rivolgerci alle piazze di spaccio"

L'aretino Walter De Benedetto si appella alle istituzioni: “sono il portavoce di chi aspetta da anni chiedo atto di responsabilità da parte del Parlamento”

"Siamo costretti a rivolgerci alle piazze di spaccio perché ancora oggi non c'è una legge che consenta di acquistare cannabis a scopo terapeutico". Sono le parole che l'aretino Walter De Benedetto rivolge alle istituzioni affinché si adoperino per "fare una scelta di civiltà" così da "dare supporto concreto a chi ogni giorno soffre". Un appello che arriva in concomitanza della ripresa della discussione in Commissione Giustizia presso la Camera dei Deputati del disegno di legge riguardante la possibilità di coltivare cannabinoidi all'interno delle mura domestiche a fini terapeutici.

Una data carica di significato per Walter de Benedetto che da 36 anni convive con l'artrite reumatoide e che, come noto, lo scorso anno è stato costretto ad affrontare un processo per aver coltivato la cannabis per curarsi. Diventato a pieno titolo il volto e la voce di tutti quei pazienti che, come lui, ricorrono all'utilizzo di marijuana per alleviare la propria sofferenza fisica, è tornato a sollecitare il Parlamento. Tramite il Comitato Cannabis Legale, formato da Meglio Legale, l’associazione Luca Coscioni e Forum Droghe, De Benedetto ha scritto al presidente della Camera Roberto Fico, alla ministra Fabiana Dadone e al presidente della Commissione Giustizia Mario Perantoni.

Nella lettera Walter si fa portavoce “di chi aspetta da anni” per chiedere una legge più giusta, per chi “ne ha bisogno per alleviare il dolore, per chi è costretto a rivolgersi alle piazze di spaccio”. La proposta sulla coltivazione domestica introdurrebbe, infatti, la possibilità di coltivare fino a 4 piantine di cannabis, inserirebbe la fattispecie di lieve entità per i casi meno gravi, toglierebbe la sanzione amministrativa (nessun ritiro della patente per i consumatori) e, nel caso sia una persona tossicodipendente a commettere il reato di produzione o spaccio, non punirebbe la condotta con il carcere ma con lavori socialmente utili. Walter già nel 2019 aveva incontrato il presidente Fico, e nel 2020 si era appellato al Presidente Mattarella. Nella lettera, Walter scrive “adesso che la Corte costituzionale non ci farà votare il referendum cannabis. Ci sentiamo scoraggiati perché sembra che il nostro Stato preferisca lasciare 6 milioni di consumatori nelle mani della criminalità organizzata anziché permettergli di coltivarsi in casa le proprie piantine. La conferenza di Genova sulle droghe tenutasi nel novembre 2021 ha fatto proprie molte delle proposte che da anni la società civile avanza per una riforma di buon senso delle politiche sulle droghe proibite. Calendarizzare e approvare questo disegno di legge che introduce la possibilità di coltivare fino a 4 piantine sarebbe in linea con le raccomandazioni del Governo. Ora, occorre un ulteriore atto di responsabilità da parte del Parlamento per evitare che chiunque si trovi nelle mie condizioni sia costretto ad entrare in un tribunale”.

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