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Sviluppo impianto San Zeno, Ghinelli: "Non ci interessano gli utili ma smaltire in maniera compatibile"

Lo sviluppo dell'impianto di San Zeno al centro di un incontro pubblico.

 

"Sarà come passare da un'auto euro 4 ad una ibrida". Giacomo Cherici presidente di Aisa, spiega così, così il progetto legato all'ampliamento e allo sviluppo dell'impianto di San Zeno. Non un raddoppio semmai un potenziamento della linea per il recupero, la raccolta e la valorizzazione della differenziata migliorando la frazione dell'umido.

Un progetto al centro dell'incontro pubblico sullo sviluppo del centro di recupero che porterà, oltre ad una abbattimento del 50 per cento delle emissioni, anche alla possibilità di poter mettere a disposizione dell'autotrazione qualcosa come un milione e mezzo di metri cubi di biometano.

"Questo impianto è bene ricordare che ha una proprietà che in percentuale è quasi totalmente pubblica - sottolinea Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo - ciò significa che non c'è l'interesse a creare dividendi ma semmai a smaltire rifiuti in maniera ecologicamente compotabile senza recare danni ai cittadini. Con questo sistema moderno sarà possibile abbattere la tariffa".

Il progetto Zero Spreco spiegato da Aisa Impianti

Zero Spreco è l'obiettivo di Aisa Impianti. Ma cosa significa concretamente? Certamente non il “raddoppio dell’inceneritore”, perché la Società è la prima a non volerlo: raddoppiare non serve e “l’inceneritore” non c’è più dal 2017, sostituito da una moderna centrale di recupero energetico R1.

L’Impianto di San Zeno non è la “pattumiera” della Toscana o di Firenze, come alcuni hanno scritto, ma un moderno polo tecnologico a servizio della sola collettività aretina, che deve raggiungere il 70 % di raccolta differenziata, come richiesto dalla norma, obiettivo ambizioso, ma non impossibile, se insieme alle raccolte differenziate viene attuato il progetto Zero Spreco, cioè il raddoppio dell’Impianto, ma solo per quanto riguarda il recupero di materia e di biometano, lasciando in posizione subalterna e sussidiaria la centrale di recupero energetico, destinata solo agli scarti degli altri reparti, cioè al materiale che non può essere recuperato in altro modo. Se così non fosse, tali scarti dovrebbero essere trasportati in altre comunità che, come noi, non desiderano trattare i rifiuti degli altri.

Ma Zero Spreco non significa solo zero spreco di materia e di energia, ma anche zero problemi ambientali: se da una parte Aisa Impianti raddoppia il recupero, dall’altra riduce le emissioni inquinanti, autoimponendosi nello stato di progetto limiti emissivi più bassi di quelli previsti dalla normativa vigente, mediamente inferiori del 25 %, ma in alcuni casi anche del 50% o 60%. 

Raddoppio del recupero, aumento dei posti di lavoro, riduzione delle emissioni in atmosfera e trasparenza sono gli strumenti per raggiungere l’obiettivo Zero Spreco.

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