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Martedì, 17 Maggio 2022

Guerra in Ucraina: ad Arezzo arrivano i primi profughi. La prefettura pronta col piano accoglienza

Il presidente Eugenio Giani ha firmato l’atto di ‘Stato di mobilitazione regionale’, propedeutico anche ad assumere delibere per provvedere all’accoglienza e all’aiuto

La provincia di Arezzo è pronta ad accogliere eventuali richiedenti asilo in fuga dall'Ucraina. "Lo siamo certo - spiega la prefetta Maddalena De Luca - anche se al momento non ci sono urgenze specifiche. Con il presidente della Regione Giani abbiamo fatto una ricognizione delle disponibilità territoriali ma, è prematuro parlare di numeri e sistemazioni"

Con l'acuirsi delle tensioni nell'est Europa anche la Toscana, come il resto dei territori dell'Unione, ha effettuato un'accurata ricognizione delle strutture utilizzabili per dare accoglienza a profughi di guerra. "Per fare questo - ha spiegato la prefetta - abbiamo contato sull'appoggio dei Cas. Gli edifici che potranno essere adibiti ad alloggi in caso di affluenza massiccia dovranno avere delle determinate caratteristiche. Come mostra anche la cronaca di questi giorni, a lasciare il paese sono per lo più donne, anziani e bambini. Per questo motivo dovranno essere accolti, in caso di bisogno, presso delle realtà idonee alle loro esigenze"

Al momento però non sono previsti arrivi massicci. "I pochi che sono riusciti ad affrontare il viaggio - prosegue - sono ospiti presso parenti o amici. Si tratta davvero di poche persone alle quali verrà offerto supporto da parte di ogni istituzione o ente. Abbiamo anche già raccolto la disponibilità da parte dei cittadini e delle singole associazioni di volontariato. Sono molti gli aretini che non hanno indugiato un istante e si sono messi a disposizione. La nostra comunità, una volta in più, ha dato dimostrazione di un forte e profondo senso di civico". 

Il punto sull'accoglienza della Toscana

La Toscana che si prepara per andare oltre la solidarietà, e che mette a disposizione le sue strutture e le sue risorse, ha fatto il punto nell’Unità di crisi convocata da Eugenio Giani. Durante la riunione il presidente ha firmato l’atto di ‘Stato di mobilitazione regionale’, propedeutico anche ad assumere delibere per provvedere all’accoglienza e all’aiuto. L’attività della Toscana dovrà sottostare alle norme nazionali: c’è il decreto legge che è stato approvato ieri e che fissa lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2022; e il decreto del presidente consiglio de ministri di cui si attende a ore l’emanazione. L’aiuto verso chi arriva e il sostegno verso i campi profughi “avverrà dopo che avremo l’ordinanza del capo dipartimento di protezione civile”.

“La Toscana - spiega Giani - ha messo a disposizione gli alberghi sanitari, per una funzione che offre anche assistenza sanitaria: verifica della vaccinazione, almeno 5 giorni quarantena, provvedere ai vaccini e quindi alla collocazione di chi è ospitato. C’è poi l’aspetto dell’educazione alla lingua, il possibile inserimento per lavori stagionali”.  L’accoglienza, in sintesi, vedrà il coordinamento tra gli alberghi sanitari, sotto la Regione, e i Cas, che hanno come riferimento le prefetture. Poi il capitolo dell’assistenza. “Ci concentreremo verso i campi profughi della Romania e della Polonia,  e contemporaneamente verso il centro di smistamento di Leopoli,  dove si sono trasferite sia l’ambasciata italiana che quella francese”.

Partita ieri, 3 marzo, la raccolta di fondi per sostenere la popolazione ucraina. Di seguito le coordinate bancarie messe a disposizione dalla Regione Toscana per tutti coloro che, a partire da oggi, vorranno manifestare in questo modo la loro solidarietà. IT57U0503411701000000003021.

Regione pronta ad accogliere 120 studenti ucraini

La Toscana della solidarietà è pronta ad accogliere studentesse e studenti universitari ucraini. Sono 120 i posti messi a disposizione dall’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana nelle proprie residenze.

“Non appena è iniziata la guerra con l’invasione dell’Ucraina – spiegano il presidente Eugenio Giani e l’assessora all’università Alessandra Nardini – la Toscana tutta si è messa al lavoro per dare alle studentesse e agli studenti ucraini fuggiti dal proprio Paese piena accoglienza in questa drammatica situazione e garantire loro il diritto allo studio. Siamo orgogliosi che le Università e le Scuole Superiori a ordinamento speciale della nostra regione si stiano attivando mettendo a disposizione fondi per borse di studio e altre forme di assistenza. Come Regione abbiamo chiesto all'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario di reperire alloggi da riservare a questa studentesse e studenti nelle residenze universitarie e siamo felici di questa prima risposta”.

“Le Università – proseguono - sono luoghi di cultura, di sapere e quindi di dialogo, confronto, scambio. Garantire il diritto allo studio di chi si è ritrovato sotto i bombardamenti è un nostro dovere. Insieme agli atenei toscani definiremo nei prossimi giorni gli aspetti operativi dell’accoglienza. Nel frattempo continuiamo a chiedere che tacciano le armi, che si ristabilisca la pace e venga messa fine a un conflitto terribile privo di ogni giustificazione”.

Studentesse e studenti ucraini saranno ospitati nelle residenze presenti nelle città sede di ateneo: 25 a Firenze, 45 a Pisa e 50 a Siena. Si aggiungeranno ai 43 borsisti originari dell’Ucraina che già oggi beneficiano gratuitamente dei servizi di diritto allo studio (alloggio e mensa) erogati dal Dsu Toscana. Fra questi 10 hanno residenza e famiglia in Ucraina e gli altri 33 risultano residenti in Italia. Ai giovani profughi che verranno accolti nelle strutture del Dsu verrà garantito anche il pasto gratuito nelle mense universitarie dislocate nelle sedi dell'Azienda.
Inoltre è stato deciso che a tutte le studentesse e gli studenti di cittadinanza ucraina iscritti alle Università toscane e alle Scuole Superiori a ordinamento speciale sarà assicurata la gratuità del servizio mensa.

“L'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario ha raccolto immediatamente l'appello del presidente Eugenio Giani e dell'assessora Alessandra Nardini - dichiara il presidente dell'ente Marco Del Medico - compiendo un gesto che è in linea con le finalità istituzionali del Dsu di dare ospitalità a studenti che si trovano in condizioni economiche meno favorevoli fra cui universitari di origine ucraina che sono già iscritti negli Atenei della Toscana. E' quindi doveroso mostrare vicinanza ai giovani universitari che fuggono dal conflitto allineandosi alle tante iniziative umanitarie analoghe che stanno vedendo l'attivazione di istituzioni e ad associazioni del nostro Paese. In coordinamento con l'assessorato Regionale siamo pronti a ricevere questi ragazzi da inserire nelle varie case dello studente gestite dal Dsu e offrire loro i servizi correlati per garantire la migliore accoglienza possibile e permetterne la prosecuzione del percorso formativo”.

Il Dsu avrà cura di aggiornare la disponibilità di posti letto nelle residenze universitarie che si potrebbero liberare nei prossimi in modo tale da ampliare ulteriormente la capacità della Toscana di accogliere studentesse e studenti in fuga dalla guerra.

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