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Caporalato. Il racconto dei braccianti: "Stipati in un cassone e pagati 4 euro all'ora"

Identificati 30 braccianti in gran parte africani richiedenti asilo o titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari

Quattro denunce e tre arresti. E' questo il bilancio della Polizia di Stato che ha siglato un'importante operazione di contrasto al triste fenomeno del caporalato in Toscana e in provincia di Arezzo.

Ad avvalorare quanto ricostruito dagli agenti durante lunghi mesi di indagine, sono stati i racconti dei 30 braccianti, in gran parte africani richiedenti asilo o titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari, che sono risultati impiegati al nero e privi di copertura assicurativa. La manodopera veniva retribuita con circa 4 euro all’ora effettivi a fronte dei 7,50 euro minimo previsti dai contratti collettivi territoriali settore agricoltura

E' stato anche accertato che i braccianti viaggiano in condizioni di pericolo, seduti a terra sul cassone posteriore in metallo di un autocarro e rinchiusi con un telo in pvc per non attirare l’attenzione ed eventuali controlli da parte delle forze di polizia.

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