US Arezzo: spiraglio per una seconda asta, ma è necessario garantire l'esercizio provvisorio

C'è uno spiraglio per l'Arezzo. Una flebile luce che illumina la possibilità di andare ad una seconda chiamata. Una strada che può essere percorsa ma non è da dare per scontata al momento. Ad oggi di certo c'è che Giorgio La Cava seppur...

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C'è uno spiraglio per l'Arezzo. Una flebile luce che illumina la possibilità di andare ad una seconda chiamata. Una strada che può essere percorsa ma non è da dare per scontata al momento.

Ad oggi di certo c'è che Giorgio La Cava seppur interessato al Cavallino non presenterà un'offerta per le 12 di lunedì prossimo. La debitoria sportiva stimata in un milione e 300mila euro è stata oggetto di una analisi a Roma. Un summit a cui hanno preso parte Giorgio La Cava, il commercialista Foglia Manzillo, Gianluca Zinci segretario dell'Arezzo e il consigliere comunale Paolo Bertini.

"Dai conti fatti abbiamo notato che la cifra necessaria può essere ridotta di un 10-15 per cento - ha detto La Cava - non ci sono però i tempi tecnici per costituire una newco e presentare un'offerta".

L'imprenditore, legato ad Ermanno Pieroni, oltre a cercare aiuti in termini economici però non molla. La Cava e Pieroni avevano chiesto a suo tempo un rinvio dell'asta o di prendere in considerazione l'ipotesi di una seconda chiamata.

Questa ipotesi può essere presa in considerazione, ma non quella del rinvio. Il professor Francario e l'avvocato Ioffredi, i due curatori fallimentari, parlano chiaramente.

"C'è un bando che fissa le 12 di lunedì 16 aprile come termine per la presentazione di offerte - spiega l'avvocato Ioffredi - una seconda chiamata? Se dovessero esserci i presupposti per proseguire l'esercizio provvisorio allora in quel caso potrebbe esserci una seconda asta".

Una posizione "più morbida" rispetto a quella di poche settimane fa, quando si parlava di portare i libri in tribunale se non fossero state presentate delle offerte.

Il tribunale potrebbe concedere quindi una seconda asta se quella di lunedì andrà deserta. Una possibilità che si lega anche alla partita di sabato. Ioffredi e Francario sanno perfettamente che l'incasso generato dal derby che prevede la "Giornata Amaranto" porterà ossigeno nelle casse sociali. Se a questa cifra dovessero aggiungersene altre, anche su iniziativa di imprenditori, tifosi e così via, per arrivare ai 97mila euro (stipendi e contributi) richiesti e necessari allora l'esercizio provvisorio potrà proseguire.

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