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Us Arezzo, la giornata più lunga. Dal disimpegno di Ferretti all'attesa di un bonifico

E' la giornata chiave. Dopo averlo scritto e sentito dire per diversi giorni nelle prossime ore si conoscerà il futuro dell'Us Arezzo. C'è attesa per un bonifico che deve arrivare dall'acquirente che non è stato presentato ufficialmente ma solo...

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E' la giornata chiave. Dopo averlo scritto e sentito dire per diversi giorni nelle prossime ore si conoscerà il futuro dell'Us Arezzo. C'è attesa per un bonifico che deve arrivare dall'acquirente che non è stato presentato ufficialmente ma solo descritto come un imprenditore del nord attivo all'estero.

Ma andiamo con ordine provando a ripercorrere cosa è accaduto dal 17 ottobre, giorno in cui Ferretti ha ufficializzato il suo disimpegno.

La prima pista battuta dalla proprietà amaranto era l'ormai famoso "piano A". Imprenditori aretini, alcuni già sponsor dell'Us Arezzo, pronti a dare una mano con ulteriori sponsorizzazioni per arrivare a giugno. Una sorta di mecenatismo visto che non avrebbero voluto prendere quote societarie ma solo dare tempo per intavolare una trattativa con un maggiore lasso di tempo.

A poche di distanza spuntò il "piano B", ovvero cercare subito un acquirente da fuori Arezzo nonostante lo stesso Ferretti avesse dichiarato che fino ad allora si erano presentati al suo tavolo persone poco raccomandabili.

Nicola Di Matteo

Il Comune non resta con le mani in mano e fa la sua parte. Ecco quello che la stampa aretina chiama "piano C", un ibrido se vogliamo. C'è l'interessa di un imprenditore non aretino, Nicola Di Matteo, pronto ad aprire le porte del club agli imprenditori locali contattati dall'amministrazione comunale per dare un futuro all'Us Arezzo. C'è l'incontro in Comune con Di Matteo. L'ex presidente del Mantova con trascorsi con Spal e Santarcangelo non convince però la dirigenza amaranto.

A Nicola Di Matteo vengono consegnati alcuni documenti, c'è la possibilità di un nuovo incontro che non ci sarà. Intanto il bilancio non viene approvato per un impedimento del presidente Ferretti. L'approvazione arriverà il 15 novembre, a quanto ammonta il debito non viene rilevato (la proprietà parla di 600mila euro).

Di Matteo viene messo da parte. L'Arezzo tratta per conto proprio, essendo un soggetto privato. Da Viale Gramsci fanno sapere che alla porta ci sono una cordata di imprenditori romani, dall'altra un pista che porta in Lombardia.

Quest'ultima è in vantaggio. Un solo soggetto, forte economicamente (così viene descritto), pronto a rilevare il club con un progetto che va ben oltre il 30 giugno 2018. Il sindaco Ghinelli ospite a Block Notes è fiducioso, ci sono più ipotesi per l'Us Arezzo e non è da escludere che imprenditori aretini possano acquisire delle quote.

Si va avanti a suon di giornate all'insegna di contatti e di ottimismo "siamo vicini, contiamo di chiudere a breve". Si fanno avanti Gianluca Ius, con il quale i dirigenti dell'Us Arezzo smentiscono di aver avuto contatti, Raffaele Tartaglia (contattato da alcuni aretini) che non incontra né Riccioli né Ferretti e poi ecco arrivare la mail di Alessio Sundas a cui l'Us Arezzo nemmeno risponde.

Una mail che tra l'altro arriva nelle ore successive all'incontro che Ferretti avrebbe avuto in Lombardia con il possibile acquirente. "Un'azione di disturbo" viene definita quella della Sport Man. Sempre da Viale Gramsci giunge notizia che il preaccordo c'è e che è in arrivo un bonifico, partito lo scorso fine settimana.

Questione di giorni, il tempo che i soldi arrivino nelle casse dell'Us Arezzo per provvedere al sostentamento del club per i prossimi mesi. Lunedì non accade nulla, martedì esce il nome di una donna aretina vicina ad un imprenditore rumeno (tra l'altro il presidente Ferretti proprio in Romania ha alcune sue aziende). La notizia arriva alla vigilia di Arezzo-Cuneo.

Ed eccoci a mercoledì 22 novembre. In giornata se il bonifico è stato effettuato dovrà per forza di cose arrivare conferma. Difficile decifrare i segnali all'orizzonte visto che il massimo riserbo è stato alla base di ogni colloquio, contatto e trattativa.

Di certo ci sono alcuni dubbi dettati anche e soprattutto dalla riservatezza. In primis il fatto che Orgoglio Amaranto, in quanto socio di minoranza e con un diritto di prelazione sulle quote di maggioranza, non è stato interpellato. Non resta che attendere, questione di ore per sapere se la strada intrapresa è quella giusta.

Twitter @MatteoMarzotti

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