Un torneo di calcio per l'integrazione tra i ragazzi delle comunità educative

E' il progetto che il CSI di Arezzo assieme a due comunità educative ha messo in piedi con il fine di favorire l'integrazione dei ragazzi seguiti dagli educatori.

"Il calcio ma lo sport in generale alla fine sono un linguaggio universale". Lo sa bene Federico Baroni, educatore della comunità Casa Gialla che insieme ad Edoardo Cerofolini, educatore della comunità Zenobia, hanno trovato l'appoggio del Centro Sportivo Italiano di Arezzo.

Per loro la giornata di sabato all'oratorio San Leo è stata l'occasione per scendere in campo, affrontare i propri educatori ma anche i coetanei che frequentano strutture simili e altre formazioni. Il primo "Torneo della Fratellanza" è andato in scena baciato dal sole e alla fine ha soddisfatto proprio tutti.

"Molti dei ragazzi che frequentano le comunità vanno da 14 ai 18 anni - spiegano Edoardo e Federico - alcuni di loro praticano sport in varie società aretine. Altri invece oggi si sono messi in gioco in un pomeriggio dove si sono potuti confrontare con i loro coetanei. E' uno dei progetti delle comunità che accolgono questi ragazzi che vengono da realtà e situazioni più o meno disagiate".

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