Roberto Gemmi si dimette. Il diesse lascia l'Arezzo

Roberto Gemmi lascia l'Arezzo. L'ipotesi era nell'aria soprattutto dopo che la nuova proprietà si sarebbe interessata al Cavallino tramite Franco Zagaglia. L'ex procuratore di Totti da più parti viene accostato all'Arezzo come prossimo dirigente...

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Roberto Gemmi lascia l'Arezzo. L'ipotesi era nell'aria soprattutto dopo che la nuova proprietà si sarebbe interessata al Cavallino tramite Franco Zagaglia. L'ex procuratore di Totti da più parti viene accostato all'Arezzo come prossimo dirigente con delega al mercato. Gemmi lascia dopo poco meno di due anni.

Arrivato quando l'Arezzo ruotava attorno a Eziolio Capuano, Gemmi prese le redini del mercato. Acclamato quando l'estate scorsa con un budget ben diverso da quello di pochi mesi fa, costruì una squadra per puntare alle primissime posizioni. Quando sembrava destinato a salire in Serie B ha scelto di restare dovendo scontrarsi con il disimpegno di Ferretti e in un progetto iniziato in ritardo per vari motivi.

Un rapporto con Arezzo che non è stato tutto rose e fiori. A Gemmi sono state anche rivolte critiche su ingaggi e scelte di mercato che hanno portato giocatori non in condizioni ottimali con contratti pluriennali. Ad ogni modo all'ormai ex disse va il merito di aver creduto e insistito su Massimo Pavanel dopo l'esonero di Bellucci.

"In coerenza con quello che ho sempre affermato, lascio il mio incarico per dare alla nuova Società che subentra la libertà di fare le proprie scelte senza vincoli - afferma Gemmi - fare questo passo mi costa tanto per il legame che si era creato con la città e la tifoseria. Sono stati anni intensi, nei quali abbiamo costruito un progetto che ha rappresentato un salto di qualità a livello di aspettative, di risultati del quale vado orgoglioso. Lo scorso campionato, al di là del brutto finale, è stato senza dubbio quello che ha visto tornare l’Arezzo in quei vertici di classifica che le sue ambizioni meritano, ma devo dire che sono contento anche del lavoro fatto quest’anno in una situazione di difficoltà estrema, costruendo una squadra che è senza dubbio in grado di ottenere risultati importanti anche se gravata dalle penalizzazioni. Quello che è certo è che ho svolto il mio ruolo con passione, facendo scelte complicate - magari non sempre quelle giuste, ma sicuramente fatte con cuore e pancia - e trovandomi, soprattutto nei momenti di difficoltà, a combattere da solo. Del resto sapete tutti che ‘combattiamo’ è un po’ il mio motto, e farlo per difendere i colori amaranto e una tifoseria attenta e appassionata è stato un piacere e un grande onore".

Al momento del suo passo d’addio Roberto Gemmi vuol esprimere anche molti ringraziamenti.

"Prima di tutto - prosegue Gemmi - alla città per come mi ha accolto e per la qualità della vita che mi ha garantito. Poi ai tifosi, che nei momenti di difficoltà non ci hanno mai abbandonato, anche attraverso iniziative importanti, e che porterò sempre nel mio cuore. Ringrazio tutti coloro che quotidianamente lavorano in silenzio per l’Arezzo, uno staff attento e preparato, i giocatori, per quello che hanno saputo dare, ma un particolare ringraziamento va Mister Pavanel che nonostante fosse informato delle grandi problematicità che stavano attraversando società e squadra, ha deciso senza indugi di aiutarmi. Il suo arrivo in amaranto rappresenta per me un decisivo momento di svolta in una situazione di difficoltà. Faccio un grande in bocca la lupo a chi prenderà le redini della Società, che io non conosco. A questa Piazza invece dico che lo scetticismo iniziale con il quale viene quasi sempre accolto chi arriva non aiuta a crescere, mentre valutare con serenità il lavoro delle persone senza pregiudizi è il modo migliore per aiutare una causa alla quale, senza dubbio, tutti tengono molto, anche per chi ha un forte spirito critico. Dategli il tempo di lavorare, dategli il tempo anche per sbagliare, prendetevi tempo prima di giudicare. Un grande in bocca al lupo anche a tutti voi".

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