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Prisma - II puntata. Pino Pellicanò racconta l'Arezzo che fu: "Gli amaranto possono tornare alla gloria"

Come si può riassumere una vita intera passata all'interno di un campo da calcio? Venti anni, tanti sono stati quelli che Pino Pellicanò ha trascorso in casa amaranto. Prima come giocatore, poi come allenatore e come preparatore atletico dei...

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Come si può riassumere una vita intera passata all'interno di un campo da calcio?

Venti anni, tanti sono stati quelli che Pino Pellicanò ha trascorso in casa amaranto. Prima come giocatore, poi come allenatore e come preparatore atletico dei portieri e poi come vicepresidente del Museo Amaranto.

Una bandiera. Un baluardo. Un punto di riferimento saldo e solido verso il quale tendere.

Nella seconda puntata di Prisma - Sfaccettature di società, l'ex portiere amaranto è stato il protagonista di un'ora intensissima passata tra ricordo della sua carriera sportiva e considerazioni sullo stato attuale dell'Arezzo.

Classe 1954, Pino ha iniziato come portiere nelle giovanili della Fiorentina nel 1971 dove è rimasto fino al 1974. Prima dell'arrivo all'Arezzo ha militato nella Fermana, nella Rondinella, Fiorentina, Montecatini, Empoli e poi di nuovo nella Fiorentina.

Ma è nella stagione 1981-1982, dopo due annate trascorse in panchina come vice di Giovanni Galli, che venne ceduto all'Arezzo con cui ottenne immediatamente la promozione in Serie B. A volerlo nelle fila amaranto fu Antonio Angelillo allora allenatore. Nella società amaranto, guidata da Narciso Terziani, disputò 4 campionati (145 gare) segnalandosi per la sua abilità nel neutralizzare i rigori (ne parò 8 su 12 nel 1982-1983). Nel 1985-1986 il debutto nella massima serie nelle file del Bari. Dopo tre anni nel capoluogo pugliese, tornò per l'ultima volta tra i viola dove concluse la carriera nel 1989-1990, togliendosi la soddisfazione di debuttare come titolare. Appesi i guanti al chiodo, Pino ha messo radici ad Arezzo dove è rimasto sempre molto vicino alla squadra della città e si è seduto in panchina nel ruolo di allenatore e preparatore dei portieri.

Una vita contrassegnata da grandi incontri e aneddoti esilaranti. Come quella volta che un esordiente Diego Armando Maradona segnò il suo primo gol con la maglia del Napoli sfondando la rete difesa proprio dal Pino, allora portiere dell'Arezzo. O come la "gita" in bicicletta fino alla Verna per rendere grazie della salvezza in campionato. E poi le partitelle dove chi perdeva, così come istituito da mister Angellillo, pagava il panino con la mortadella agli altri.

In copertina l'intervista completa trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Arezzo Notizie e curata da Enrica Cherici e Claudia Failli.

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