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Origini toscane, lavoro, sport e il vivaio come punto fermo. Matteoni: "Ecco come è nata questa avventura"

"Domenica sarò in tribuna ma in futuro mi piacerebbe assistere alla partita dalla curva". Marco Matteoni si prepara all'esordio al Comunale in qualità di presidente dell'Unione Sportiva Arezzo. Imprenditore edile, ma non solo, con amici e legami...

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"Domenica sarò in tribuna ma in futuro mi piacerebbe assistere alla partita dalla curva". Marco Matteoni si prepara all'esordio al Comunale in qualità di presidente dell'Unione Sportiva Arezzo. Imprenditore edile, ma non solo, con amici e legami ad Arezzo. Tifoso giallorosso e presidente della Olimpus Roma, società di calcio a 5 femminile. Ecco come è nata l'avventura che lo porterà al timone del Cavallino.

"Prima di iniziare con le domande mi permetta di mandare un saluto al presidente uscente Mauro Ferreti - esordisce Matteoni - una persona rispettabilissima che ha guidato per quasi cinque anni l'Arezzo".

Chi è Marco Matteoni?

"Un imprenditore con origini toscane. La mia famiglia è originaria della zona di Pistoia. Nel 1923 il trasferimento a Roma per operare nel settore dell'edilizia. Con il tempo l'attività si è diversificata, si è estesa in più ambiti".

E' la sua prima esperienza nel mondo dello sport, del calcio nello specifico?

"Sono sponsor e presidente di una società di calcio a 5 femminile - prosegue Matteoni - la Olimpus Roma. Nell'ultima stagione la squadra ha vinto campionato, Coppa e Supercoppa. Tra pochi mesi le ragazze saranno impegnate in Olanda per quella che è la Champions League del calcio a 5 femminile".

Come è nata l'idea di rilevare l'Unione Sportiva Arezzo?

"E' un'avventura che mi piace e mi affascina. Nel corso degli anni molte persone si sono avvicinate a me proponendomi progetti e strade da percorrere insieme. L'Arezzo è una di queste. Amici e persone con le quali è possibile lavorare bene mi hanno spinto a fare questo passo. Arezzo non è poi così distante da Roma e questo rende l'avventura, se così vogliamo definirla, relativamente vicina".

Non la spaventa il fatto di confrontarsi con una Serie C che in molti casi è una vera e propria rimessa?

"Il discorso se mi permette è più ampio. Certo, la Lega Pro è in deficit, ma se nessuno investe o al coraggio di farlo che succede? Andremo verso la chiusura. Io credo che si possa fare calcio ripartendo e puntando sui giovani. Le anticipo subito che uno dei miei punti fermi saranno le giovanili e mi batterò in Lega affinché si arrivi ad una riduzione del numero dei calciatori stranieri. A mio avviso è una via da intraprendere per risollevare il calcio italiano che è in rimessa a tutti i livelli. Guardi la nazionale che non andrà al Mondiale. Tra le cause c'è anche quella di non dare spazio ai nostri giovani. Anche in categoria superiori alla serie C, vede per caso un nuovo Totti? Le ripeto: il lavoro nel vivaio è fondamentale".

Che obiettivi si pone con l'Arezzo?

"Mi passi il temine - risponde Matteoni - non sono e non voglio essere un presidente 'sborone'. Sono solito muovermi a piccoli passi ma al tempo stesso non mi pongo limiti. Questa sarà una stagione di transizione durante la quale inizieremo a programmare. Sia chiaro però che per costruire qualcosa di importante dovremo essere tutti uniti: squadra, società, tifosi e giornalisti".

Città, squadra e tifosi che ambiente conta di trovare?

"Un ambiente dove mettere in atto i vari progetti. Quando sarò ad Arezzo voglio conoscere e parlare uno ad uno con tutti, giocatori, tecnici e non solo. Chi lavora per l'Arezzo deve essere motivato, amare la maglia e credere fermamente nel progetto. Non voglio perditempo".

Riguardo l'azionariato popolare Orgoglio Amaranto manterrà il suo ruolo?

"Assolutamente sì, anzi le dirò più. Tra le prime cose che farò ci sarà quella di dare un mio recapito telefonico ai tifosi perchè voglio un contatto diretto e schietto con loro. Sia chiaro però che io do rispetto e lo pretendo. Assisterò a molte partite dalla curva".

Anche domenica con il Prato?

"No domenica sarò in tribuna - conclude Matteoni - è la prima partita e dovrò sicuramente conoscere un bel po' di persone. Dalla prossima però potrei essere lì insieme ai tifosi".

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