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Matteoni: "Squadra timorosa. Lo stadio? Ricostruiamolo, ma la squadra deve meritarlo"

Usa il bastone e la carota senza tanti giri di parole Marco Matteoni. Il nuovo presidente dell'Unione Sportiva Arezzo entra in sala stampa ed è un fiume in piena. Dall'analisi della partita all'incontro con il sindaco Ghinelli. Dal mercato di...

Usa il bastone e la carota senza tanti giri di parole Marco Matteoni. Il nuovo presidente dell'Unione Sportiva Arezzo entra in sala stampa ed è un fiume in piena. Dall'analisi della partita all'incontro con il sindaco Ghinelli. Dal mercato di gennaio, passando per la politica e il progetto stadio, per arrivare ai suoi obiettivi con il Cavallino.

Presidente le è piaciuto questo Arezzo?

"Troppo timoroso. I giocatori avevano paura quando avevano la palla tra i piedi e questo non va bene - spiega Matteoni - abbiamo ragazzi con qualità importanti. Secondo me più che un problema di preparazione fisica hanno bisogno di un contorno che li aiuti oltre ai tifosi ovviamente".

Forse hanno avvertito il cambio di proprietà, la penalizzazione in classifica...

“Le dico subito che io vengo dalla scuola di Lenzini (il presidente della Lazio che vinse lo scudetto 1973-74). Ecco io voglio rivestire un ruolo simile qui ad Arezzo. Voglio parlare uno ad uno con i giocatori. Non possono avere paura. Con tutto il rispetto ma noi oggi giocavamo contro il Prato mica contro il Milan o l’Inter. Potevamo chiuderla prima. Ho visto tanta paura e questo non va bene. Alla mia squadra devo dare la mia stessa mentalità”.

Quale?

“Quella di un imprenditore che tutti i giorni si mette in gioco e rischia. Se ti metti in competizione con la paura è meglio lasciar perdere tutto. Io se sono arrivato dove sono oggi è perché ho lavorato sodo per meritarmelo, senza aiuto da parte di nessuno. I miei giocatori devono fare loro questo concetto”.

In tribuna era seduto accanto a Paolo Bertini e al sindaco Ghinelli. Che impressione le ha fatto il primo cittadino?

“Finalmente un sindaco che ride e scherza. Un sindaco che si mette in gioco ed ha voglia di fare, non sta certo distruggendo la città. Ve lo dico io che vengo da Roma…nella mia città anche i quartieri definiti bene non sono più sicuri. Spero che il sindaco faccia il bene di questa città. Poi qui ad Arezzo ho avuto modo di incontrare di nuovo il mio amico Bruno, il vostro questore”.

E lo stadio che effetto che le ha fatto?

“Prima di Natale farò distribuire almeno 4mila sciarpe per avvicinare tutti gli aretini alla squadra. Do tempo due mesi ai tifosi per riempire lo stadio".

Dal punto di vista strutturale cosa pensa del Comunale?

“Qui ci vorrebbe una bomba atomica così lo distruggiamo e lo ricostruiamo”.

Al sindaco lo ha detto?

“Mi ha risposto che forse non è il caso di usare la bomba. Una cosa deve essere chiara e ve lo dico da presidente di una squadra di calcio a 5 femminile che a breve prenderà parte alla Champions League. L’impianto è fondamentale ma la squadra deve meritarselo con le prestazioni sul campo e raggiungendo traguardi”.

A proposito di traguardi, qual è il suo obiettivo?

“Guardi sono qui da nemmeno una settimana. Fatemi capire bene come e dove agire e poi vedremo. Di sicuro vedere l’Arezzo a metà classifica non piace a nessuno. Riguardo ai progetti per poter essere realizzati hanno bisogno di tempo, servono almeno cinque anni. Questo sarà un anno di transizione, il prossimo dovremo fare qualcosa di più”.

Gennaio è vicino, interverrete sul mercato?

“Ho rotto il salvadanaio e sto contando i soldi...se c’è bisogno interverremo”.

In settimana ci sarà la sua presentazione e quella dei soci della Neos Solution?

“Credo di sì, ma dobbiamo ancora decidere il giorno”.

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