Sabato, 31 Luglio 2021
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La Cava resta, Corradi si defila. L'Arezzo lotta contro il tempo

Un milione e 300mila euro. E' la cifra che i tifosi dell'Arezzo hanno imparato a memoria e che riguarda la debitoria sportiva. Una somma che gli imprenditori interessati al Cavallino avevano preventivato vicina, ma non superiore, al milione di...

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Un milione e 300mila euro. E' la cifra che i tifosi dell'Arezzo hanno imparato a memoria e che riguarda la debitoria sportiva. Una somma che gli imprenditori interessati al Cavallino avevano preventivato vicina, ma non superiore, al milione di euro.

Imprenditori che rispondono ai nomi di Giorgio La Cava, legato ad Ermanno Pieroni, e Simone Corradi, vicino al commercialista Minetti e a Nario Cardini. I due erano entrati in contatto dopo il derby vinto dall'Arezzo con il Livorno. La collaborazione tra i due sembrava cosa fatta fino alla pubblicazione del bando.

Troppa alta la debitoria che sembra abbia portato Simone Corradi a riflettere un possibile passo indietro. In pista resta La Cava che cerca di capire la fattibilità di un'operazione che coinvolgerebbe altri investitori.

"Abbiamo assistito ad un miracolo lo scorso 16 marzo con la concessione dell'esercizio provvisorio - spiega Pieroni - un secondo miracolo è rappresentato dal modo in cui la squadra ha risposto sul campo. Adesso ne serve un terzo. Altrimenti quanto fatto sarebbe davvero inutile".

Il fatto è che all'Arezzo servirebbe anche tempo per organizzarsi fuori dal rettangolo verde. Pieroni e La Cava lanciano un appello perché la data del 16 aprile, giorno dell'asta, è prossima. A distanza di un mese dalla concessione dell'esercizio provvisorio ci sarà l'asta. Ad Arezzo l'iter è stato accelerato come non mai e senza la possibilità di una seconda chiamata. Ecco allora l'appello per un rinvio o una seconda chiamata. Cosa ben diversa è accaduta in passato a Carrara e sta accadendo a Vicenza.

Ancora una volta il tempo è contro l'Arezzo che intanto dovrà preparare le sfide contro Olbia e il derby casalingo con il Siena. Sulla testa la spada di Damocle della data spartiacque del 16 aprile.

Twitter @MatteoMarzotti

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