Ferrario a TuttoC: "Chiesto incontro a Gravina. Prepariamo lo stato di agitazione"

"Probabilmente sarebbe stato meglio non iscrivere la squadra. È stata una lenta agonia". A parlare è Stefano Ferrario raggiunto dai microfoni di TuttoC. Il difensore racconta non solo gli sviluppi degli ultimi giorni ma anche le difficoltà...

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"Probabilmente sarebbe stato meglio non iscrivere la squadra. È stata una lenta agonia". A parlare è Stefano Ferrario raggiunto dai microfoni di TuttoC. Il difensore racconta non solo gli sviluppi degli ultimi giorni ma anche le difficoltà incontrate nei mesi precedenti, fin da giugno.

"Situazione drammatica da giugno, quando ci fu il primo ritardo. Probabilmente sarebbe stato meglio non iscrivere la squadra. È stata una lenta agonia".

Regna ovviamente l'incertezza riguardo le prossime partite.

"Prepareremo stato di agitazione con la squadra. Se non abbiamo le garanzie, la squadra sceglierà la strada più opportuna su come comportarsi. Un fulmine a ciel sereno? Sì, per le modalità che ci hanno portato al 16 febbraio. Con i modi presuntuosi del presidente. Non ultima la storia del fondo londinese che la mattina c'era e poi è sparito. Non ci meritiamo di essere presi in giro".

Ferrario parla anche della trattativa con il fondo inglese, una bufala per la squadra.

"A noi il presidente disse che sarebbe andato avanti fino a giugno a prescindere dal fondo. Ma non solo a noi, anche a tutti quanti gli altri: dai magazzinieri ai dipendenti al settore giovanile. Lo aveva promesso a prescindere dagli aiuti. Ad Arezzo non vuole venire: è scomparso. Lui parla con i giornalisti e non con noi. Non ci risponde più al telefono. È sparito. Non c'è più nessuno in sede: sono rimasti solo la segretaria, il team manager e l'addetto stampa. Il sindaco ha voluto incontrarci, ma noi non vogliamo più parole ma fatti. Abbiamo il cervello pieno di cagate e non ci sta dentro più niente".

Ferrario con i suoi compagni di squadra ha chiesto un incontro al presidente della serie C Gravina.

"Vogliamo che venga ad Arezzo e abbia un confronto con noi. E' la terza piazza importante che subisce tutto questo, dopo Modena e Vicenza. Non si può pensare ad un'ulteriore esclusione. Si deve assumere responsabilità di quello che sta succedendo ad Arezzo. Vogliamo capire come mai questi personaggi sono entrati nel calcio ad Arezzo. Il problema non è l'Arezzo calcio nello specifico, ma la situazione generale di questa categoria. Non possiamo più stare fermi. Noi vogliamo sensibilizzare il più possibile".

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