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Fate posto nell'album dei ricordi: questo Arezzo è nella storia

E' un finale da favola e per una volta a scriverlo è l'Arezzo. Una stagione che sembrava un viaggio di sola andata verso l'inferno. E invece il Cavallino è diventato fenice. Più forte di una stagione dove il diesse viene bypassato nella scelta...

E' un finale da favola e per una volta a scriverlo è l'Arezzo. Una stagione che sembrava un viaggio di sola andata verso l'inferno. E invece il Cavallino è diventato fenice.

Più forte di una stagione dove il diesse viene bypassato nella scelta dell'allenatore dal presidente che vuole lasciare. Più forte dei risultati che non arrivano e dei conti che non tornano. Più forte anche dei continui passaggi di quote e proprietà che avrebbero messo ko chiunque.

E meno male che c'era Orgoglio Amaranto. Il grazie va anche e soprattutto a Duccio Borselli e Roberto Cucciniello. OA, spesso bistrattato, si è rivelato la chiave di volta per non staccare la spina e ripartire.

Merito poi di un gruppo di Uomini guidato da un tecnico che farà strada. Non è solo fortuna se al primo anno, alla guida di una prima squadra in Serie C, ti salvi. E poi diciamocelo sinceramente: quello che ha vissuto Pavanel in pochi mesi tanti allenatori non lo vivono nemmeno in tutta la loro carriera.

Pavanel

Pavanel ha saputo conquistare tutti con il lavoro prima ancora che con i risultati. Ha saputo far breccia con quelle parole misurate, ma mai banali. La sua "battaglia totale" ha scosso ancor di più gli animi quando la salvezza diretta era una chimera e le penalizzazioni una realtà. Chapeau mister, forse il miglior regalo da parte di Gemmi prima di rimettere il mandato. Già perché l'ex diesse voleva fortemente Pavanel la scorsa estate ma poi decise il presidente...

Questa squadra entra nella storia. Al pari di quella di Somma senza andare troppo indietro nel tempo. Tra qualche anno parleremo dei tackle di un difensore maltese di nome Muscat. Di due baby come Semprini e Della Giovanna che scendevano in campo con la naturalezza dei veterani. Delle percussioni di Luciani e Sabatino. Di quel De Feudis che dava equilibrio e geometria. Della grinta di Lulli e Cenetti, delle incursioni di Foglia e di quella coppia d'attacco formata da Cutolo e Moscardelli. Di una gruppo di dipendenti (magazzinieri, personale degli uffici) rimasti a bordo anche quando c'era il rischio che la nave andasse alla deriva.

I libri di storia devono essere riscritti. Deve esser fatto perché questa squadra tra penalità e il mese di stop forzato era tornata in campo vincendo contro le tre big (Livorno, Siena e Pisa). Perché una rimonta del genere se non hai gli attributi non puoi nemmeno metterla in cantiere con una penalizzazione monstre sulle spalle. Perché alla fine la salvezza è arrivata comunque anche senza l'esito del ricorso. E come ha detto Pavanel: "adesso potete tenervi quei punti".

Nel finale da favola c'è poi l'impegno di sindaco e giunta, cosa non da poco pensando ad un recente passato. E poi ci sono Ermanno Pieroni che è riuscito a convincere La Cava a sposare la causa amaranto e c'è la voglia di vivere questa avventura da parte di Massimo Anselmi.

Il finale da favola adesso può trasformarsi in un nuovo libro da scrivere. Da poche ore la Società Sportiva Arezzo ha acquisito l'azienda Arezzo. Da oggi Giorgio La Cava e Massimo Anselmi sono ufficialmente dentro il club di Viale Gramsci. Da oggi inizia una nuova storia.

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