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Domenica al Miravalle sfida nell’Italiano motocross d’epoca. C'è anche l'aretino Orbati

Domani potrebbe vincere il dodicesimo titolo italiano della sua carriera. Ma Alessandro Orbati, aretino, 52 anni, contitolare con il fratello Giorgio di una ditta di impianti elettrici, si prepara all’impegno con la consueta tranquillità, sotto...

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Domani potrebbe vincere il dodicesimo titolo italiano della sua carriera. Ma Alessandro Orbati, aretino, 52 anni, contitolare con il fratello Giorgio di una ditta di impianti elettrici, si prepara all'impegno con la consueta tranquillità, sotto l'occhio attento di papà Mario, 81 anni, presenza fissa nel paddock fin da quando i due figli cominciarono, da ragazzi, a praticare il fuoristrada agonistico.

L'immagine è una sintesi perfetta del motocross d'epoca, approdato al circuito Miravalle di Montevarchi per il settimo ed ultimo round del campionato italiano 2017. E il Moto Club Brilli Peri si è preparato in grande stile, facendo trovare agli oltre 170 piloti una pista in condizioni perfette ed un paddock che sembra un giardino, in cui convivono le moto storiche con le tavolate, perfettamente imbandite, dalle quali si levano il profumo di gustosi manicaretti e le risate di un ambiente del tutto immune dalle esasperazioni agonistiche.

MOTOCROSS D'EPOCA IN ITALIA

Gli aretini Orbati, che nel motocross d'annata sono presenti dal 2004 dopo aver praticato, con le moto attuali, non solo la specialità "madre" ma anche regolarità, supermotard e perfino scootercross, sono parte integrante di questo particolare settore che, come spiega Paolo Torta, piemontese, responsabile del campionato per conto di Federmoto, "conta su un bacino di 450 piloti con un parco moto di oltre 1.000 unità, tutte funzionanti, ed ogni anno fa registrare una media di 200 nuove iscrizioni al registro storico. Nel 2008 - sottolinea Torta - il trofeo nazionale raccoglieva, nelle prove in Italia centrale, poco più di 30 piloti; nel 2012 la cifra è raddoppiata, oggi la media per ciascun appuntamento tricolore è di 200 partecipanti e gli organizzatori si contendono le nostre gare". LA SITUAZIONE IN CAMPIONATO, I TOSCANI

A Montevarchi il campionato italiano torna per il terzo anno consecutivo con ben quattordici titoli ancora da assegnare su diciassette categorie. Oltre ad Alessandro Orbati, tecnico valentissimo che ha reso competitive in questa specialità le moto Villa, ci sono altri toscani che possono ambire al bottino pieno come il quarantottenne Franco Ulivi, di Anghiari, che guida addirittura due raggruppamenti, o il sessantaseienne fiorentino Marco Graziani. La regione padrona di casa punta inoltre a replicare il successo a squadre già ottenuto nel 2016 al Miravalle, dopo un emozionante spareggio con la Sicilia: a risultare decisiva, nella classifica avulsa, l'età complessiva più alta dei toscani.

IL PROGRAMMA DELLE GARE

Per domenica si preannunciano dunque duelli ad altissima tensione con le manche che prenderanno il via alle 10.45 per poi riprendere, dopo la pausa, alle 14.30. Dalle 17.15 è prevista la grande cerimonia di premiazione con la proclamazione anche dei campioni italiani. Visto il carattere promozione dall'evento, il Moto Club Brilli Peri ha deciso di concedere l'ingresso libero al pubblico. MALANCHINI, 77 ANNI, IL "PAPÀ" DEL CAMPIONATO

I conti con l'anagrafe, in una specialità storica, sono il ritornello ricorrente e in alcuni casi riservano sorprese incredibili. L'esempio più eclatante è rappresentato dal bergamasco Franco Malanchini che, a settantasette primavere ormai suonate, monta in sella alla sua scorbutica (e potente) Maico 440 2 tempi per disputare il campionato italiano. E visto che la categoria dei "veterani" impone moto di costruzione anteriore al '73, l'indomito pilota (che ha anche un figlio e un nipote che corrono ed è già bisnonno tre volte) affronta le piste attuali con le sospensioni pressoché inesistenti di oltre 40 anni fa.

"Sono sessant'anni che corro in moto, mi sono fermato solo 2 stagioni, dopo un incidente in gara subito da mio figlio; all'inizio degli anni '70 ero uno dei pochissimi italiani che si avventurava all'estero - racconta Malanchini -, l'unico ad indossare la maglia azzurra, portata da mia moglie Rosa" (che da oltre 40 anni lo segue ad ogni gara, n.d.r.). IL COLLEZIONISMO D'EPOCA

Molti praticanti del motocross d'epoca sono anche collezionisti come i già citati fratelli Orbati, che hanno una quarantina di mezzi, o come Malanchini che ha addirittura una settantina di Maico oltre ad altre moto, come Triumph, BSA e Matchless, pesanti quattro tempi degli anni '60, o come l'unica Hodaka 250 esistente in Europa, dotata del motore Sachs Wankel. Ma si tratta di autentici pezzi da museo, non adatti all'uso in pista.

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