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Crisi Us Arezzo, alla ricerca di soluzioni. Ore di attesa, sperando nella partita

Sono lunghe, lunghissime ore snervanti di attesa per i tifosi amaranto, per i dipendenti dell'Us Arezzo, per i tesserati. Sono ore di ferventi contatti in più direzioni alla ricerca di soluzioni. I protagonisti, ognuno con ruoli diversi sono...

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Sono lunghe, lunghissime ore snervanti di attesa per i tifosi amaranto, per i dipendenti dell'Us Arezzo, per i tesserati. Sono ore di ferventi contatti in più direzioni alla ricerca di soluzioni. I protagonisti, ognuno con ruoli diversi sono Orgoglio Amaranto, la Lega Pro, l'Assocalciatori, l'amministrazione comunale. E il socio di maggioranza dell'Unione Sportiva Arezzo? Dopo la beffarda apparizione ad Arezzo della giornata di ieri difficile giudicare. Finora fatti concreti non ci sono stati, nemmeno quei timidi segnali che Fabio Gatto aveva annunciato nella tesa conferenza stampa, la più breve della storia durata 7 minuti compresa entrata e uscita di scena.






L'advisor sta trattando con un fondo inglese? Non ci sono le prove. Dopo un primo contatto dell'intermediario con Roberto Cucciniello di Orgoglio Amaranto, la telefonata successiva per l'annuncio ufficiale non c'è stata. Sembra significare che l'ennesimo annuncio si è rivelato vago, poco consistente, per essere delicati.

Per evitare che la situazione precipiti, l'obiettivo è quello di creare le condizioni affinché la squadra non scioperi e così capitan Moscardelli e compagni giochino la partita di domenica contro il Livorno.

Garanzie precise le chiede il sindacato dei calciatori rappresentato da Damiano Tommasi che nel tardo pomeriggio di ieri ha incontrato la squadra amaranto all'Ac Hotel, i destinatari del messaggio sembrano essere più la Lega Pro e il Comune di Arezzo che non la proprietà.

E allora l'escussione della fideiussione, l'anticipo dei contributi per il minutaggio degli under, sono gli argomenti che la Lega può usare per confermare le garanzie.

Possibili acquirenti? Lasciando da parte il fondo inglese, in queste condizioni il Cavallino non fa gola a nessuno, ma forse un eventuale esercizio provvisorio concesso in sede fallimentare potrebbe alleggerire la società dai debiti, permettere di prendere tempo, giocare fino alla fine del campionato e avere così la possibilità di salvare categoria e titolo sportivo.

Come ribadito nei giorni scorsi il modello di riferimento potrebbe essere quello del Vicenza che sta andando avanti proprio con la gestione di un curatore fallimentare.






Tanti interrogativi restano ancora senza risposta, non resta che aspettare il passare delle ore e che qualcosa succeda.


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