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Combine calcio dilettanti, venerdì il dibattimento entro il 15 giugno le sentenze

Di questi tempi appena un anno fa molte panchine era state non solo ufficializzate ma annunciate in maniera trionfale. Il calciomercato in questa sessione estiva del 2018 sembra non decollare. A dire la verità trattative presunte o tali ci sono...

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Di questi tempi appena un anno fa molte panchine era state non solo ufficializzate ma annunciate in maniera trionfale. Il calciomercato in questa sessione estiva del 2018 sembra non decollare. A dire la verità trattative presunte o tali ci sono eccome ma il tutto resta in maniera particolarmente vaga.

Si parla di partenze, di giocatori svincolati, di contatti con allenatori e colloqui tra calciatori e società. Fumate bianche all'orizzonte però se ne sono viste poche. Un po' perché la stagione si è andata per le lunghe e un po' perché venerdì 8 giugno arriverà il "redde rationem".

Presso la Procura Federale si svolgerà il processo in merito alle presunte combine. Entro la metà della settimana successiva ci saranno le sentenze. Tra i club e i giocatori coinvolti figurano non solo sodalizi e calciatori aretini. Foiano e Bucinese attendono l'esito del dibattimento e come loro i tesserati che all'epoca dei fatti militavano con le due formazioni. Nell'elenco sono inserite anche società e tesserati di club fiorentini, storici avversari delle aretine di Eccellenza e Promozione.

Ma cosa accadrà tra venerdì 8 e venerdì 15 giugno? Il dibattimento porterà alle prime sentenze che potrebbero essere davvero pesanti. Dalla retrocessione alla penalizzazione in classifica, alla squalifica pluriennale per i tesserati coinvolti. Questo è ciò che potrebbe verificarsi nel peggiore dei casi. Poi chiaramente ci sarà tempo e modo per presentare ricorso. Chi non venisse assolto può chiedere lo sconto di pena portando prove a suo favore.

Club e giocatori dovranno dimostrare che le accuse non sussistono in toto. E' bene ricordare però un concetto. Secondo i canoni della giustizia sportiva i club sono responsabili del comportamento dei loro tesserati (anche dei tifosi) a titolo di responsabilità oggettiva. In poche parole se un calciatore, un diesse, un allenatore prende accordi anche all'insaputa della sua società con un altro club per combinare una partita, la società dovrà rispondere del comportamento del proprio tesserato. Così è a patto ovviamente che non emergano prove che scagionino le società.

Di certo a una anno di distanza dall'apertura di quel vaso di Pandora potrebbero arrivare le prime sentenze.

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Twitter @MatteoMarzotti

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