Sport e 'Fase 2' | Bennati: "Una bella boccata d'aria, ma usiamo la testa e non roviniamo i sacrifici fatti"

Tanto calcio con il figlio Francesco, palestra e bici. Ma dal 4 maggio anche Bennati potrà tornare a correre in strada. "Sensazione particolare. Occhio ai pericoli e non dimentichiamo i sacrifici fatti in questi due mesi"

Daniele Bennati

Il 4 maggio si avvicina e quel giorno sarà possibile tornare a correre, o andare in bici, senza dover restare obbligatoriamente in prossimità della propria abitazione. A dire la verità già da domani, in virtù dell'ordinanza firmata dal presidente Rossi, nei comuni toscani aumenteranno 'gli spazi' in cui muoversi.

"Non ho esigenze legate alla forma atletica per prendere parte alle gare in futuro, ma l'inizio di questa 'Fase 2' è un passo in avanti - confessa Daniele Bennati - mi auguro però che tutti facciano attenzione e usino la testa. E' giusto approfittare di questa opportunità, ma non compromettiamo il lavoro e i sacrifici degli ultimi due mesi".

Il tuo è un appello anche per gli amatori.

"E' una cosa che dico anche a me stesso - ribadisce Daniele - mi auguro che le persone adottino delle scelte intelligenti. Non sarebbe opportuno vedere frotte di bici o gruppi di cicloamatori invadere le strade, oppure vedere 'assembramenti' di persone in giro. Non siamo ancora fuori dal pericolo. Prendiamo atto della nuova disposizione: possiamo uscire andando però in bici o a piedi da soli altrimenti rischiamo un passo indietro".

Come hai vissuto gli ultimi due mesi. Ti sei dedicato comunque alla bici, magari andando sui rulli?

"Ho giocato soprattutto a calcio con mio figlio Francesco. Avendo la fortuna di abitare in una casa con un ampio spazio verde sono stato impegnato più con lo sport che piace a mio figlio che con la bici. Ho lavorato anche in una piccola palestra che ho allestito e poi c'è stato modo di fare qualche bella sudata anche in bici per cause benefiche".

I tuoi colleghi cosa ti hanno detto, come hanno vissuto e vivono questa epidemia?

"Sono un po' fusi e li capisco - racconta Bennati - ho sentito Colbrelli e Bettiol e anche altri tramite dirette Instagram e non solo. Avendo l'obbligo di allenarsi in vista della possibile ripartenza ogni giorno corrono per mantenersi in forma sui rulli per 3-4 ore. A livello fisico va bene, ma a livello mentale rischi davvero di saltare".

Il Coronavirus ha fatto pensare ad un nuovo calendario per il ciclismo. Competizioni che iniziano più tardi e stagione da chiudere tra ottobre e novembre. Che ne pensi?

"Nell'ambiente se ne parla constantemente. L'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha diramato una bozza di calendario provvisorio per allungare stagione, ma ad oggi di certo non c’è nulla. Tra l'altro in Francia hanno annullato tutte le competizioni internazionali per tutto settembre. A questo punto il Tour che è la corsa più importante rischia di slittare ancora. A mio avviso diventa tutto molto complicato. Spalmare un calendario di sei mesi di gara in otto settimane è veramente dura. Poi è chiaro che sono il primo a sperare di veder correre sia il Tour che il Giro d'Italia perchè sarebbe un bel segnale, ma dobbiamo essere anche realisti".

In veste di padre come hai spiegato e vissuto con tuo figlio questa quarantena?

"Francesco è in prima media quindi puoi immaginare che non appena ha saputo della chiusura delle scuole non c'è rimasto male, anzi. Le giornate però si sono allungate e senza almeno 4 ore tra i banchi di scuola, gli allenamenti con gli amici, la noia si fa sentire anche per lui. E per fortuna noi comunque abitiamo in un casa con uno spazio verde".

Sport e 'Fase2': dal 4 maggio sì agli allenamenti individuali, dal 18 quelli di squadra

Il 4 maggio ti vedremo già in giro sulle strade?

"Anche se mi sono ritirato la passione per la bici non mi ha abbandonato e non ti nascondo che stare due mesi chiuso in casa, uscendo solo per fare la spesa, nonostante giornate stupende è stato davvero strano - confessa Daniele - lunedì prossimo credo proprio che farò un giro in bici però sto provando sensazioni davvero particolari pensando al fatto che mi cambierò per uscire".

In che senso?

"Non so cosa aspettarmi. Dopo due mesi passati in casa mi sembra quasi di dover prendere di nuovo confidenza con il mondo e le strade. Guardate, il mio è un consiglio anche agli amatori. Lunedì oltre a non andare in gruppetti fate attenzione. Un conto è allenarsi sui rulli, a certe velocità, un conto è farlo sulla strada. Aumenteranno i pericoli e i rischi, per via dei nostri comportamenti e per le auto. Dovremo fare uno switch, resettare mentalmente tutto quanto e ripartire, senza dimenticare che tipo di situazione stiamo vivendo".

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