In bici sulla neve a -20°. Marrini completa la Rovaniemi 150

Terreno di gara quello a pochi chilometri dal circolo polare artico.

Dai -20 della Finlandia al caldo del Qatar con i suoi 28° di media. Uno sbalzo termico non di poco conto quella a cui si è sottoposto Stefano Marrini. L’aretino solo pochi giorni fa era in Finlandia dove ha preso parte alla Rovaniemi 150, una gara di 150 chilometri da coprire in un massimo di 42 ore in tappa unica. Terreno di gara quello a pochi chilometri dal circolo polare artico. Un sentiero particolarmente innevato dove gli atleti in gara possono decidere se coprire la distanza a piedi, con una fat-bike o con gli sci di fondo.

Stefano Marrini da sempre impegnato nel mondo dei motori tra rally in giro del mondo e partecipazioni alla Dakar ha scelto la bici, il suo primo amore.

Non era la mia prima marathon bike ma per la prima volta mi trovavo ad affrontare un ambiente e un clima totalmente diversi da quelli cui ero abituato - ha racconta Stefano Marrini  - probabilmente, per la prima volta dopo tanto tempo mi sentivo anche in condizioni ottimali per poterlo fare. Oltretutto, a detta dei veterani di questo tipo di competizioni nordiche il meteo della vigilia si presentava anche piuttosto atipico per il periodo, con temperature relativamente ‘calde’ rispetto alla media stagionale. Solo che il concetto di caldo a quelle coordinate è piuttosto relativo”.

Già perché a mezzogiorno la colonnina di mercurio tocca i 20° sotto lo zero senza contare la neve fresca e molle presente sul percorso. 

“La formula di gara era piuttosto semplice: partenza e arrivo nella città artica, con una serie di check-point lungo un percorso da coprire nel minor tempo possibile. 150 km per noi, 66 km per i rookies (quindi già partivamo alla garibaldina) e 300 km per i veri ironmen avezzi alle ultramarathon. Parlo di gara perché si trattava di questo, anche se il nostro obiettivo era comunque quello di fare ritorno a Rovaniemi sulle nostre ruote, di arrivare tutti e quattro alla meta, al traguardo finale”.

Non proprio una passeggiata. Difficile percorrere più di sette chilometri in un’ora di tempo con soste intermedie nei punti prestabiliti dove Marrini insieme ai compagni di viaggio, altri italiani in gara, hanno cucinato e mangiato una carbonara a -15°.

“Dopo aver pedalato ancora per un po’ nel buio e dopo aver coperto una settantina di chilometri abbiamo fatto tappa al CP6 di Kuusilampi, a circa metà percorso. Quattro ore di sonno in sacco a pelo e siamo ripartiti all’alba di domenica per completare la nostra avventura. Più ci avvicinavamo alla meta e più la meta sembrava sempre, comunque, lontanissima. Dopo l’ultimo check-point ci aspettavano 10 km prima dell’arrivo. Sono stati interminabili su un lago ghiacciato con neve spessa, fonda e fresca, a passo d’uomo. Suggestiva e singolare la formula d’arrivo prevista dal regolamento: dopo il classico traguardo da tagliare, ho dovuto parcheggiare la mia fida Atakama e recarmi a piedi nell’ufficio della direzione gara dove mi attendeva la mia sospirata medaglia da finisher e una foto ricordo ufficiale. Come mi sono classificato? Venticinquesimo assoluto con 31 ore e 43’”.

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Dopo Rovaniemi, Marrini ha raggiunto a Roma la moglie Tiziana e la figlia Anna. Da qui si è poi imbarcato insieme a loro sul volo con destinazione Qatar dove ha incontrato l’amico rallista Nasser Al-Attiya e Matthieu Baumel per poi prendere parte venerdì all’Al Adaid Desert Challenge.

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