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Il doppio ex Chianese: "Anni splendidi ad Arezzo. Domani conterà molto l’aspetto mentale”

A distanza di dieci anni l'intervista al bomber di Melito, doppio ex della sfida salvezza tra amaranto e giallorossi, tra amarcord e presente

Ci sono giocatori che soprattutto in annate come questa, dove per lunghi tratti è mancato il gol della punta, il guizzo nell'area di rigore, tornano in mente e lo fanno con quel velo tipico dell'amarcord. Quando poi l'attaccante in questione è uno in grado di segnare 34 reti in 68 presenze di campionato, anzi 37 gol in 75 partite considerando playoff e Coppa, non c'è dubbio sul nome: Vincenzo Chianese. Il bomber di Melito, classe 1976, e per due stagioni e mezzo in amaranto dove oltre ai gol conquistò anche il 'Cavallino d'oro' al termine del campionato 2009-2010, quello in cui indossò anche i gradi di capitano. Dal 2010 ha lasciato Arezzo, ma non la Toscana.

"Chiusa l'esperienza ad Arezzo ho continuato a giocare per alcuni anni (Ravenna, Brindisi, Verbano, Larcianese) poi nel 2014 ho chiuso la mia carriera e sono diventato un allenatore" racconta Chianese che oggi vive e allena a Viareggio. Il doppio ex della sfida di domani sera: una promozione in B con il Ravenna e una girandola di gol con l'Arezzo.

"Se mi chiedi come è stata la mia esperienza ad Arezzo non posso dire altro se non bellissima. Ho vissuto due stagioni e mezzo segnando con continuità, e i numeri di Arezzo non li ho raggiunti in altre piazze. Ricordo il mio arrivo e il primo gol contro il Taranto, una partita che finì in paritàLa rete preferita? Le ricordo tuttecome ti ho detto quella con il Taranto fu importante ma anche quella con il FoggiaLa società ci aveva mandato in ritiro dopo una serie di risultati non proprio brillanti e vincemmi per 1-0Purtroppo il primo anno la classifica avulsa ci tolse i playoff che invece raggiungemmo sia nel 2008-2009 che nel 2009-2010".

Due stagioni e mezzo vissute con compagni di reparto come Daniele Martinetti, Allan Pierre Baclet e Riccardo Maniero.

"Avevano caratteristiche diverse - sottolinea Chianese - Martinetti ti poteva tirar fuori all’improvviso la giocata che ti risolveva la situazione. Baclet seppur giovanissimo era una forza della natura, Maniero era simile a lui, ma forse più tecnico. Sono tre giocatori che hanno fatto una buona carriera".

Ma oltre ai compagni di reparto anche con gli allenatori i rapporti, specialmente con alcuni, sono stati più che buoni. "È anche vero che ne abbiamo cambiati molti, una sorta di girandola - ricorda Chianese - con Cuoghi sono partito bene, ma anche con Cari il rapporto era buono. Forse con Semplici c'è stato qualcosa in più, anche perchè mi consegnò la fascia di capitano e la sintonia fu immediata".

Parlando di amarcord però è inevitabile parlare del presidente di allora, Piero Mancini. "Voleva la serie B ad ogni costocome rinvicta dopo gli strascichi di Calciopoli che condannarono l'Arezzo alla serie C - racconta Chianese - tutto si può dire ma non che non abbia investito o costruito squadre importantiL'Arezzo lottò per le prime posizione in quelle due stagioni ed entrò nei playoffPoi è finita come tutti sappiamo ma per me gli anni in amaranto restano belli e significativi".

Tornando al presente ecco che tra poche ore si giocherà Arezzo-Ravenna, una partita dove in palio c'è la salvezza a 180' dalla fine della regular season. "Sono due squadre che lotteranno giocando il tutto per tuttoSono guidate da due allenatori molto preprarati come Stellone e Colucci che avranno sicuramente lavorato sull'aspetto mentalesul fatto che un incontro così potrebbe giocare brutti scherzi per le pressioni e la posta in palio - spiega Chianese - da non sottovalutare poi l'assenza di pubblicoAi miei tempi Ravenna e Arezzo sono state due squadre che in casa hanno perso poche partite potendo contare sul pubblicoCi sono squadre che magari nel 'silenzio' trovano tranquillità e giocano meglio mentre altri giocatori hanno bisogno di sentire l'adrenalina e il tifoIl risultato finaleMi metti in difficoltà e non posso dirti un pareggio perchè non servirebbe a nessuna delle due squadre".

Un Chianese in versione doppio ex, il cui nome è stato spesso evocato nel recente passato e non solo, per quella capacità di trovare il gol e dettare legge come pochi negli ultimi 15-20 metri.

"Fa piacere essere ricordato così e vedendo che tipo di partite si prospettano all'orizzonte verrebbe voglia di indossare nuovamente le scarpettema non si può. Scherzi a parte dispiace vedere l'Arezzo laggiù e mi auguro possa togliersi le soddisfazioni che merita. Un saluto agli aretiniUna tifoseria che ricordo con affetto e che mi ha accolto a braccia aperte".

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