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VIDEO | Orgoglio Amaranto: "Sì al crowdfunding, ma solo a queste condizioni"

Il comitato riunito in assemblea ha detto sì al crowdfunding, ma non accetterà modifiche allo statuto

 

Oltre due ore di assemblea al termine delle quali è arrivata la votazione da parte dei soci di Orgoglio Amaranto in merito al progetto di crowdfunding "AMAranto" con il quale la SS Arezzo conta (e spera) di raccogliere almeno 500mila euro nel primo step da investire su Le Caselle e non solo.
L'esito della votazione è stato un sì unanime ma ad una condizione chiara e vincolante: non dovrà essere in alcun modo apportata nessuna modifica allo statuto ed in particolare all'articolo 7 che parla dei diritti acquisiti da parte del comitato.

Stefano Farsetti, Francesco Sebastiano Chiericoni e Roberto Cucciniello prima della votazione hanno illustrato i dettagli del progetto. Un azionariato popolare che di fatto ricalca in parte quello che Orgoglio Amaranto sta portando avanti dal 2010, da quando l'AC Arezzo non venne iscritta al torneo di Lega Pro dall'allora presidente Piero Mancini. "Non abbiamo nulla contro il crowdfunding" è stato ribadito a chiare dal direttivo di OA che non ha certo nascosto il malumore per le modalità con cui il comitato è stato informato del progetto, ricalcando per certi versi anche quanto detto dal sindaco Ghinelli e dall'assessore Nisini.

L'attenzione si è spostata anche sul bilancio. "Con numeri importanti - ha detto Farsetti riferendosi a quello appena approvato e relativo alla prima stagione della SS Arezzo - numeri importanti anche per la previsione di spesa di questa stagione. Le cifre? Importanti e comunque aspettiamo prima la pubblicazione". Cifre che sarebbero a sei zeri.

A Chiericoni il compito di analizzare a livello legale le norme del crowdfunding e cosa comporterà il progetto come l'aumento di capitale ed una eventuale modifica dello statuto di OA che ha come primo obiettivo quello di essere un organo di controllo come accaduto nella stagione 2017/2018 quando l'US Arezzo fallì sotto il peso di due milioni di euro.
L'esito dell'assemblea è stato chiaro: Orgoglio Amaranto è disponibile a parlare del progetto ma ad una condizione. Lo statuto non si cambia e i diritti acquisiti circa l'ingresso di soci, cessione di quote, diritti di prelazione e controllo sono punti che non si potranno mai discutere.
Adesso il direttivo comunicherà la decisione dell'assemblea a Giorgio La Cava. Di fatto senza il sì e la firma di Orgoglio Amaranto il crowdfunding non potrà mai partire. Nei prossimi giorni, anzi ore, sono attese novità.

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