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Da 1 a 10 | Un pari stretto, torti e sfiga, il valore di Pinna, le parole di Arini. L'Arezzo adesso è una squadra

Anche un centimetro fa la differenza quando devi sfatare un tabù. L'Arezzo torna a casa con la certezza di Pinna, Arini in crescita e l'obbligo di cercare l'assalto al Mantova

1. 'Continuità' era la parola d'ordine prima di Trieste e allora il punto è quanto di meglio potesse arrivaredopo la vittoria con il Matelica. Certo che se si analizza l'andamento della partita, l'atteggiamento, gli episodi a favore e quelli contro, viene da mangiarsi le mani perchè i tre punti non sarebbero stati un regalo, anzi.

2. Questione di centimetri. Come sul tiro da fuori di Di Paolantonio, del solito Pinna e poi sulla conclusione di quel Cerci entrato e chiamato a far vedere di essere un giocatore da palcoscenici come quello del 'Rocco'. Che dire poi dell'incornata di Serrotti. Pochi dubbi per chi ha visto la partita da casa, e nel salotto di Teletruria, con Offredi che aveva il piede sinistro sulla linea, il destro oltre quella striscia bianca mentre il pallone impattava sul quel ginocchio. Se c'è una regola non scritta nel calcio è che quando le stagioni sono storte anche gli episodi non girano a favore e portare la sorte dalla tua parte è di gran lunga fuori dalla portata di qualsiasi allenatore.

3. Quel cecchino di Pinna. Il miglior acquisto della campagna invernale insieme a Iacoponi con il quale combina le due reti amaranto a Trieste. Due punizioni prese dal baby amaranto, due gol (uno con la complicità di Offredi) partiti dal sinistro del difensore. Terzino, centrale di difesa, corsa, piede delicato per i cross e le punizioni, e poi quell'atteggiamento sempre arrabbiato e grintoso che serve a qualsiasi undici chiamato a salvarsi.

4. Le parole di Arini. "Le decisioni dell'arbitroMettiamoci in testa che se ci dobbiamo salvare prima di far segnare gli avversari dobbiamo farci ammazzare serve un'altra mentalità". Lo aveva detto Mariano Arini dopo il ko di Pesaro, irritato come non mai. Ecco l'Arezzo ha preso gol su certi soliti errori a Trieste ma c'è un atteggiamento diverso. L'Arezzo (ultimo) contro la Triestina (quinta) si è messa dietro, ha aspettato con l'elmetto e la sciabola, andando poi in attacco con le ripartenze. Lo spirito di chi si deve salvare. Altro aspetto da non scorsare è quello che vede un samurai in crescita e le ultime due prove lo dicono. Magari è un diesel che parte piano ma poi cresce e ieri a Trieste ha strappato palloni e applausi conquistando punizioni a favore in varie occasioni pericolose.

5. Un errore di 'routine'. La prima impressione nel vedere il primo gol di Gomez è quella di un gol nato per l'errore di un singolo. E invece riprendendo l'azione viene da porsi due domande. L'Arezzo in quella circostanza marcava a zona? Se così fosse Gomez era incarico al terzino destro. L'Arezzo marcava a uomo? Allora perchè il centrale difensivo non ha seguito Gomez. Tradotto, senza eccessi di buonismo, non è colpa di un solo elemento.

6. Il fascino del 'Nereo Rocco'. Scendendo dall'autostrada l'occhio cade su quella struttura, a due passi dal mare e dalla Risiera di San Sabba. Uno stadio mastodontico, più da Premier League che non da terza serie con i suoi 26mila posti. Roba che anche in serie A a qualcuno può far venire invidia. Zero barriere, settori coperti ovunque, impianto audio e visibilità top. Una atmosfera che non vorresti riportare a casa.

7Il gesto di Cerci. Triplice fischio. Il prof Bulletti prende i calciatori rimasti in panchina e quelli subentrati come Cerci per un mini allenamento. C'è un bambino vicino al tunnel degli spogliatoi che non se ne vuole andare. Aspetta con un pallone sotto braccio, un foglio di carta e una penna. Appena arriva Cerci gli si avvicina per un autografo. Due parole e via, Cerci rientra negli spogliatoi, il bambino va in campo per tirare due calci ad un pallone quando il numero undici torna di gran carriera richiamando il bambino: per lui c'è la maglia da gioco usata dall'ex Roma. Non è la prima volta che Cerci regala il proprio vestiario sportivo (era accaduto anche a Pesaro). Un gesto che strappa un 'bravo' al numero 11 in attesa di rivedere il vero Cerci.
Cerci_maglia_raccattapalle_Trieste2021_Triestina-2

8. 4-3-3 o 3-5-2. Stellone può scegliere come meglio crede. Cherubin e Cutolo vengono segnalati verso il rientro in gruppo, magari da utilizzare se necessario a partita in corso. Serve semmai capire quanti giocatori potrebbero cambiare e se ci sarà turn over.

9. Arriva il Mantova. All'andata un Arezzo in azzurro venne colpito dal Mantova che approfittò più della condizione atletica precaria, causa post Covid, che di altre lacune. I virgiliani arriveranno dopo aver espugnato Imola 5-1, primo acuto dopo quattro sconfitte e due pareggi. Morale in risalita con uno sguardo ai playoff per la squadra di Troise. Occhio agli ex perchè oltre a Cheddira (6 gol in stagione) e c'è anche Adama Sane.

10. Tanti auguri Mori. Passano gli anni, cambiano allenatori e giocatori (ma anche società) eppure il Mori è sempre lì. L'ammiraglio (come lo chiamo e non sono il solo) è il primo ad arrivare al campo, il primo a farsi conoscere e conoscere  i giocatori che anno dopo anno il 1° marzo lo omaggiano per il suo compleanno. Tanti auguri Mori, dall'Arezzo e da Arezzo!
RobertoMori_compleanno2021

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