"Stop al calcio", la lettera di oltre 300 gruppi organizzati. Tra i firmatari le curve di Arezzo, Sangio e Montevarchi

Primo obiettivo la salute e solo dopo il calcio. Così i tifosi dei gruppi organizzati che chiedono di proseguire con lo stop dei campionati

"L'Europa è nella morsa del Coronavirus. I governi hanno dichiarato il lockdown totale tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tuttiPer questo riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo". Inizia così la lettera con la quale oltre 300 gruppi organizzati di tutta Europa chiedono ai vertici del mondo del pallone di non ripartire.

"Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo 'sport popolare': i tifosi".

Ecco perchè viene chiesto con forza di mantenere il blocco del torneo fino a quando non sarà sicuro tornare allo stadio.

"Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni" si legge nella lettera nella quale c'è anche una mano tesa al confronto con chi di dovere per 'riportare il calcio ai suoi albori'.

Le lettera è firmata da vari gruppi organizzati italiani, di tutte le categorie, ma sono presenti anche i tifosi di club spagnoli e tedeschi. Tra i vari nomi ecco anche quelli della Curva Sud Lauro Minghelli di Arezzo, dei tifosi dell'Aquila Montevarchi e della  Sangio, uniti in questo appello.

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