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Infortuni, alibi, i valori degli avversari. Ma questo Arezzo non segna più e la salvezza passa da qui

Un buon secondo tempo non basta quando il gol latita e nonostante alcune decisioni arbitrali che sono da rivedere l'Arezzo ha pochi alibi a cinque turni dalla fine con una corsa salvezza più incerta che mai

1. L'Arezzo torna a mani vuote, anzi mangiandosi le mani per non aver raccolto punti a Bolzano contro un avversario con ben altri obiettivi. Un primo tempo senza aver punto pensando al catenaccio, una ripresa quanto basta più coraggiosa per osare. Ma il punto è che lì davanti il Cavallino non punge e un buon secondo tempo non è bastato per ottenere un punto che sarebbe stato d'oro.

2. Che Stellone abbia dato priorità alla tenuta difensiva è evidente. L'Arezzo non prendeva gol su azione dal 3 marzo e nelle ultime tre partite aveva blindato la porta. Il contrappasso dantesco è che in attacco fatica a rendersi pericoloso, cercando il passaggio filtrante in area piuttosto che il tiro da fuori quando possibile. Poi in area tra colpi di sfortuna e poca precisione le statistiche dicono che una punta (Cutolo) non segna su azione dalla gara con il Fano, fatta eccezione per le reti di Piu riscoperto centravanti. Il concetto è banale: se qui non si sbloccano gli attaccanti è dura.

3. Ma i gol degli attaccanti non servono solo negli spareggi salvezza, a cui ora l'Arezzo cerca di accedere come un qualsiasi toscano cerca di accedere al portale dei vaccini. Da qui al post season ci sono Modena (in fase calante), Vis Pesaro (con Di Donato che non regalerà nulla, anzi), Legnago (scontro diretto), Ravenna (scontro diretto) e Cesena. I gol non servono domani, ma adesso per arrivare almeno al penultimo posto.

4. ?Chi pensa di fare i conti di un possibile cammino della squadra di Stellone tenga bene a mente che il Ravenna ha due partite in meno, ha pareggiato con la Samb che aspetta i soldi di Serafino per mercoledì. 'Homo faber fortunae suae' dicevano i latini e nello spogliatoio del Comunale è bene ricordarlo soprattutto quando a tenere in vita il Cavallino sono stati nell'ultimo periodo rigori e punizioni.

5Niente alibi per carità però nei minuti finali le decisioni del signor Giaccaglia hanno fatto arrabbiare l'Arezzo. Il braccio di Cherubin era largo ma se viene espulso lui serviva la stessa sanzione per Marchi. Rosso che non produce ulteriore recupero, fermo a tre minuti per le finestre dei cambi, con il Cavallino che chiedeva di battere almeno la punizione presa con quel tiro da fuori. Proteste e osservazioni giuste, ma qui poi si torna al punto precedente.

6. Per Stellone il lavoro non mancherà da qui a Modena e poi per arrivare alla Vis Pesaro. Fuori Maggioni e Piu. Altobelli, Serrotti e Karkalis da monitorare e poi ancora Belloni out, Zuppel uscito dai radar per un guaio muscolare, poi la questione Cerci. Una squadra intera fuori dai giochi per infortunio o comunque in cerca del rientro. Poi ci sono le sanzioni del giudice sportivo: Cherubin rischia due turni, Luciani in diffida. La difesa non deve venire meno ma qui c'è il rischio, senza alternative di andare agli scontri diretti in continua emergenza.

7. Una rosa corta che può anche far strabuzzare gli occhi pensando ai tanti giocatori transitati dalle parti del Comunale. Ma c'è da ricordarsi della lista bloccata a 24 e che da ora in avanti solo certi under (2001) possono dare un eventuale contributo numerico se  ce ne fosse bisogno.

8Uno slot è ancora libero a proposito, e potrebbe toccare a Picchi, tornato a correre, per rimpolpare una mediana che è ridotta ai minimi termini, ma poi pensando ai gol che mancano viene da chiedersi se non possa servire altro perchè il concetto è sempre quello: per vincere va bene non prendere gol, ma bisogna farli.

9. È ormai la storia della coperta corta: si tira da un lato e si scopre dall'altro. Premi la fase difensiva, cala quella offensiva e così via. Tutto questo a cinque giornate dalla fine e una classifica con più interrogativi di una scatola del mistero.

10. Non è stata una settimana facile l'ultima tra infortuni, questioni di campo, Cerci fuori rosa e l'esonero a sorpresa di Mario Palazzi da primo della classe. Una serie di movimenti e notizie da far dimenticare il vero obiettivo e soprattutto portare benzina sul fuoco di altri campi e non certo quello della corsa salvezza. Che serva tranquillittà e chiarezza (scegliete pure l'ordine di importanza) è evidente, soprattutto in una fase dove dopo una stagione di stenti c'è ancora la possibilità di poter salvare la nave amaranto. Almeno sul fronte economico non ci sono sussulti: scadenze federali rispettate anche in anticipo. Una velocità che adesso servirebbe anche nello scatto salvezza.

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