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Fideiussione pronta: entro martedì l'Arezzo paga tre mensilità, ma serve l'accordo su giugno

Lunedì l'assemblea dei soci, quindi il nome dei possibili acquirenti, l'iscrizione e il closing. Ecco cosa aspetta l'Arezzo che deve assolutamente mettere nero su bianco l'accordo sugli stipendi

Appurato che la fideiussione bancaria è a disposizione dell'Arezzo e che La Cava ha tutta l'intenzione di saldare gli stipendi che mancano all'appello, alla vigilia dell'assemblea dei soci l'attenzione è su due punti. Il primo è quello relativo ai possibili acquirenti i cui nomi restano top secret. La Cava e tutti coloro che sono coinvolti nelle trattative non parlano, consapevoli di quanto sia delicato il momento e come un eventuale rumors potrebbe far cadere tutto. Di certo c'è che La Cava non ha intenzione di mettere in liquidazione il club, ma di cederlo e garantire un futuro in Lega Pro. Che senso avrebbe altrimenti preparare il saldo di tre mensilità, predisporre la fideiussione e gli altri documenti per l'iscrizione al campionato, compresa la quota di 60mila euro.

Il secondo punto che richiama però l'attenzione è il nodo stipendi, un altro tema fondamentale e che torna di nuovo in primo piano. L'Arezzo il 5 agosto deve essere in possesso delle liberatorie con le quali i giocatori confermano l'avvenuto pagamento, assieme alle ricevute dei bonifici. Senza, niente iscrizione. Sul piatto ballano quasi 200mila euro in riferimento alle mensilità di marzo, aprile e maggio per i giocatori con ingaggi sopra i 50mila euro lordi a stagione.

Sotto tale cifra sono intervenuti il fondo salva calcio e la cassa integrazione a coprire buona parte delle tre mensilità. A tal proposito lo scorso 13 luglio, con due giorni di anticipo, il Cavallino ha saldato 142mila euro tramite contributi da parte della Lega Pro e i finanziamenti dei soci.

Adesso servono 200mila euro che l'Arezzo dovrà saldare entro martedì. In poche parole La Cava prima dell'eventuale cessione pagherà gli stipendi per agevolare l'ingresso dei 'nuovi'. C'è però un nodo da sciogliere che fa tornare indietro le lancette e la mente a quella che era la trattativa tra La Cava e Andrea Stanzione.

L'Arezzo poche ore fa ha inviato a tutti i giocatori una mail (pec) con la quale oltre ad anticipare il saldo degli stipendi chiede conferma della rinuncia al mese di giugno, la quarta delle tre mensilità mancanti all'appello. Va subito detto che giugno può essere pagato a settembre, e fin qui nulla di strano, ma con una trattativa aperta questa mensilità ricadrebbe sulla nuova proprietà senza un accordo scritto. Ecco spiegato perchè l'Arezzo, ma soprattutto i possibili acquirenti, vogliono avere conferma che tra qualche settimana non dovrà partire un nuovo bonifico.

In linea di massima a metà giugno la società aveva trovato l'intesa con i tesserati per andare a pagare tre mensilità su quattro. Tale accordo però non è stato ancora messo nero su bianco ed è evidente che alla vigilia di un closing una delle due parti voglia avere una garanzia scritta e inattaccabile.

La squadra non può parlare, complice il silenzio stampa indetto da maggio. Certo è che Arezzo come altre piazze sicuramente vedrà la rosa fare quadrato con una scelta unanime che difficilmente, viene da pensare, potrà vedere un passo indietro per un accordo fin qui verbale ma che adesso andrà messo nero su bianco.

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