Stanzione esce allo scoperto: "Vogliamo l'Arezzo. Pieroni cerca solo di rimanere a galla"

L'immobiliarista romano interviene per la prima volta rispondendo al direttore generale e confermando l'interesse per l'Arezzo

Andrea Stanzione

E' una risposta netta e precisa quella di Andrea Stanzione alle recenti dichirazioni rilasciate da Ermanno Pieroni. L'immobiliarista romano esce allo scoperto con una lettera indirizzata al quotidiano La Nazione, replicando al dirigente che ha dichiarato di aver individuato due imprenditori intenzionati a presentare una controfferta a La Cava. Ecco il testo integrale della lettera.

"Innanzi tutto viene da chiedersi a quale titolo intervenga Ermanno Pieroni nell'ambito della trattativa tra il gruppo da me rappresentato e Giorgio La Cava per rilevare il 99 per cento delle quote di Società Sportiva Arezzo in possesso dell'attuale presidente.
Mi spiego meglio. Viene denominato 'direttore generale' della società ma dalle carte in nostro possesso non risulta ricoprire una carica di questo tipo. Tra i cedolini delle buste paga non figura il suo, fatto strano assai per un direttore generale, che è una figura apicale in una società: già questo rende piuttosto opaca la figura professionale di questo signore.

Soprattutto abbiamo potuto verificare, leggendo le carte ed i bilanci della Società Sportiva Arezzo nella due diligence aziendale di prassi nell'ambito della trattativa intrapresa, che da luglio 2019 a febbraio 2020 ha effettuato 52 operazioni di mercato per l'Arezzo, tra acquisti a titolo definitivo, cessioni, trasferimenti a titolo temporaneo, fine prestiti e risoluzioni, che hanno appesantito il bilancio aziendale creando una squadra 'monstre' del tutto inutile nell'anno in cui il Monza avrebbe vinto il campionato e il Pontedera, costruito con equilibrio, competenza e rispetto dei più elementari criteri di  bilancio e con tanto buon senso, si sarebbe collocato nelle prime posizioni della classifica.

Certamente quella di Ermanno Pieroni è una figura che in nessun modo potrà essere accostata al nostro gruppo ed al futuro dell'Arezzo qualora questo futuro dipenda dal nostro ingresso in società. Per questo non ci meravigliamo che stia facendo di tutto per rimanere a galla in questo mare in tempesta in cui ha condotto la navicella amaranto: siamo invece piuttosto meravigliati che continui a dichiarare di agire in nome dell'amicizia umana che lo legherebbe a Giorgio La Cava, perchè crediamo che, dati di fatto alla mano, un amico avrebbe dovuto comportarsi in ben altro modo.

Le nostre intenzioni sono serie, stiamo analizzando i documenti e valutando la situazione della società perchè se decideremo di compiere il passo e salire sulla plancia di comando vogliamo essere ben consci degli impegni che ci aspettano. Abbiamo avuto la possibilità di rilevare altre società ma sin dall'inizio abbiamo deciso con serietà di portare avanti solo la trattativa per rilevare la Società Sportiva Arezzo. Ci auguriamo che tutto vada per il meglio.

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