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Un 'Golden Boy' in cerca del rientro. Dell'Agnello: "Stagione stregata, ma ho imparato a rialzarmi"

Il trasferimento in amaranto sembrava cosa fatta nel 2018, ma è arrivato un anno più tardi per il 'Golden Boy' Dell'Agnello, poi frenato da un infortunio

Simone Dell'Agnello

Gol, trattative, infortuni e ripartenze. Sono le parole che meglio descriverebbero gli ultimi due anni di Simone Dell'Agnello, un attaccante che l'Inter aveva prelevato dalla sua Livorno, portandolo in un vivaio che vinse il Torneo di Viareggio nel 2011. Dell'Agnello non solo finì sotto i riflettori per quelle sette reti messe a segno, per essere salito sul podio insieme ai propri compagni. L'attaccante classe 1992 portò a casa anche il 'Golden Boy', il premio che viene assegnato al miglior giocatore del torneo. Da qui il ritorno al Livorno e una serie di prestiti. Sudtirol, Barletta, Savona e Cuneo con quelle otto reti che richiamano anche l'Arezzo.

"Era l'estate 2018 - racconta Dell'Agnello - avevamo praticamente definito tutto quando il trasferimento sfumò. Erano gli ultimi giorni di mercato e rimasi al Livorno, ma per me non c'era più spazio".

L'Arezzo doveva sistemare la fideiussione in quei giorni in base al proprio monte ingaggi e così Dell'Agnello resta al Livorno fino ad ottobre.

"Onestamente non sarei mai voluto scendere di categoria ma non avevo alternative. E comunque ho potuto giocare a Como in una piazza che ha una storia importante alle spalle. Aggiungi poi il fatto di aver segnato, giocato con continuità e vinto il campionato. Si è rivelata una scelta giusta".

Se l'obiettivo era quella di rimettersi in gioco per tornare tra i professionisti, questo è stato raggiunto. Alla porta di Dell'Agnello bussano in tanti, dalla D alla C. C'è il Foggia dove si è trasferita la proprietà e parte dello staff tecnico del Como e poi c'è anche l'Arezzo.

"E' stata lunga ma alla fine è andato tutto a buon fine con l'Arezzo - ricorda l'attaccante - volevo tornare tra i professionisti e Arezzo è una di quelle città con tradizione e obiettivi importanti. Peccato però che per me sia stata fin qui una stagione stregata".

Dell'Agnello arriva ad Arezzo a metà agosto. Primi allenamenti, un gol in amichevole, ma in campionato non può giocare. Il Cavallino deve integrare la fideiussione. Nell'attesa però ecco il primo ostacolo. Nell'amichevole a Monte San Savino l'attaccante cade e si fa male alla spalla.

"E’ stato un calvario. Sembrava avessi recuperato ma ho avuto problemi che si sono accavallati sia in allenamento che fuori. Così sono dovuto ricorrere all’intervento chirurgico in accordo con la società".

Da fine ottobre il rientro viene fissato prima a dicembre e poi a gennaio. Ma, come ricorderà Di Donato in conferenza stampa, Dell'Agnello deve finire ancora sotto i ferri.

"Se è stata una batosta? In carriera ho avuto altri infortuni e non mi sono mai scoraggiato anche se non ti nascondo che avevo smesso almeno per questa stagione di pensare al calcio giocato. Mi ero concentrato solo su come riprendere al meglio".

L'emergenza Coronavirus per certi versi è stata un aiuto in questo senso.

"Sarei tornato in gruppo ad inizio aprile poi sappiamo tutti come è andata. Sarei stato a disposizione forse per i playoff se tutto fosse andato senza intoppi. Adesso lavoro da casa, cercando di mettermi in pari per quando sarà possibile ripartire, ma chiedetemi quando sarà possibile..."

Se riuscirà a rientrare per i playoff, e se questi ci saranno, Dell'Agnello potrebbe far stabilire un primato all'Arezzo. Sia lui che Gabriele Gori infatti vantano nelle rispettive bacheche il 'Golden Boy', il premio per il miglior giocatore del Viareggio. L'Arezzo sarebbe la prima squadra a vantare due vincitori tra le proprie fila contemporaneamente.

"Me lo hanno fatto notare pochi giorni fa su Instagram. Gabriele ha numeri importanti e potrà sicuramente farà una bella carriera".

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