"Promozioni a tavolino e retrocessioni bloccate: idea irricevibile". Dilettanti e serie B bocciano l'ipotesi della Lega Pro

La proposta della Serie C con blocco delle retrocessioni e promozioni a tavolino (e con sorteggio) non piace ai dilettanti. Anche la serie B contraria: "Proposte irricevibili"

Sibilia, numero uno dei dilettanti

La Lega Nazionale Dilettanti (LND) non sembra gradire l'ipotesi emersa nella giornata di ieri sul blocco della serie C con promozioni a tavolino (e tramite sorteggio) annullando poi le retrocessioni nel massimo torneo dilettantistico. Che quella avanzata dalla Lega Pro sia una proposta, una ipotesi per meglio dire, è evidente agli occhi di tutti. Questa dovrà essere discussa nell'assemblea del 4 maggio, votata e poi illustrata alla Figc.

Da qui a parlare di una applicazione alla lettera ce ne corre anche se questa strada piace a molti presidenti tra cui Giorgio La Cava. Ma non tutti sono d'accordo. Ovviamente non le prime tre di ogni girone che salirebbero automaticamente in B. Sono le formazioni dal secondo al terzo-quarto posto semmai ad avere qualche perplessità sul sistema del sorteggio. Chiedere per crede al Bari ad esempio. Ma oltre ai pugliesi arriva anche la LND ad esprimere le proprie perplessità al riguardo.

Il presidente della Lnd Cosimo Sibilia, che è anche vicepresidente della federcalcio, spiega all'Ansa che l'ipotesi al vaglio "peraltro, non è stata concordata né preventivamente illustrata dal presidente della stessa Lega Pro alle altre componenti federali direttamente interessate. Ovviamente ogni modifica regolamentare sulla specifica materia deve essere valutata dal Consiglio Federale della Figc".

"Sul punto specifico - dice ancora Sibilia - La Lnd intende sin da ora chiarire che nessuna soluzione penalizzante per le società che militano nel Campionato di serie D e, di riflesso, nei Campionati di Eccellenza potrà essere approvata e trovare l'adesione dei Dilettanti".

E la serie B? Balata, presidente della Lega cadetta, parla di una proposta 'in contrasto con lo spirito di squadra', di una ipotesi irricevibile.

Sibilia prosegue poi affermando di essere stupito perchè "mentre si evidenzia una situazione di crisi che attraversa il mondo professionistico, si propongono soluzioni che non tengono conto dell'attuale format ma che, in contraddizione con la problematica della sostenibilità di un numero elevato di società professionistiche, soprattutto in Serie C, addirittura ne preveda un aumento".

Già, perchè se quattro formazioni salgono in B, altrettante scendono dai cadetti e con l'aggiunta di retrocessioni bloccate, la Lega Pro avrebbe già 60 formazioni da dividere in tre gironi. Se a queste si uniranno le prime dei nove gironi di serie D ecco ben 69 club. C'è comunque da considerare un aspetto e ciò quante squadre potranno fare fronte all'iscrizione senza lamentare problemi. Ad ogni modo da qui al 4 maggio sono attesi colloquio e altre dichiarazioni che potrebbero anticipare aspetti legati all'assemblea. Di certo c'è che l'Arezzo tramite il presidente La Cava ha lasciato intendere piuttosto chiaramente di essere a favore dello stop.

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