Oggi si riunisce la serie A, ma l'attesa è per il Consiglio. La Cava: "Servono idee per ripartire"

Manca ancora la data del Consiglio Federale per valutare e decidere sulla proposta della Lega Pro. La Cava guarda oltre: "Pensiamo a come tornare in campo tra mille difficoltà"

Ormai l'attenzione è tutta sul Consiglio Federale che al momento non ha ancora una data. Magari oggi arriveranno notizie visto che alle 10 in prima convocazione si riunirà la serie A per parlare di ripresa e diritti televisivi. Due temi caldi come non mai. Da questa assemblea magari potrebbe emergere la data del Consiglio Federale che era in calendario (prima dell'annullamento) per l'8 maggio.

Sullo stop tutti d'accordo, sul merito sportivo meno. Reazioni post assemblea nel girone dell'Arezzo

La serie C aspetta di conoscere quando potrà portare sul tavolo dell'assemblea del calcio italiano le proprie idee. D'altronde lo stop immediato al torneo 2019/2020, le quattro promozioni di cui uno tramite il 'merito sportivo' con il blocco delle retrocessioni sono da ritenere per adesso solo proposte che la maggioranza relativa dei club di serie C ha approvato. Ma il potere di accettare o rigettare l'idea della Lega Pro è tutto nelle mani del Consiglio Federale.

"Mi auguro che venga convocato quanto prima" confessa Giorgio La Cava. Il patron amaranto, a favore dell'interruzione immediata del campionato, però guarda oltre le difficoltà legate al Coronavirus e che impediscono la ripresa.

"Applicare un protocollo che preve esami quasi quotidiani, maxi ritiri e personale medico che dovrà seguire giocatori e staff per non parlare delle trasferte diventa complicato anche e soprattutto in termini economici per qualsiasi club di serie C. Andare avanti applicando il protocollo è impossibile. Da lunedì 18 maggio c'è l'ok agli allenamenti di squadra? E' vero, ma chi avrà la possibilità di far allenare la squadra".

Ecco allora che l'attesa per il Consiglio Federale si traduce in una corsa verso uno stop che vari una 'Fase 2' ovvero lo studio di come far ripartire il campionato a settembre.

"E' l'unica cosa da fare. Questo virus inciderà sugli incassi del botteghino e in più se dovremo giocare una parte o tutta una stagione senza pubblico, faccio delle ipotesi, quale sponsor deciderà di legare il proprio logo ad una squadra? Chi farà pubblicità dentro gli impianti sportivi che resterebbero vuoti? Ecco perchè mi auguro nella convocazione del Consiglio di una decisione che possa salvaguardare il movimento".

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Anche perchè qualunque sarà la decisione dei vertici del calcio italiano una cosa è certa: la prossima estate rischia di essere una battaglia nelle aule di tribunale tra società scontente e quelle 'premiate' dalla decisione del Consiglio.

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