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Calderini-Strambelli e troppo poco intorno. Arezzo, tornano a galla i vecchi difetti

Il pareggio di Scandicci è stato deludente, al punto che la panchina di Sussi ha traballato. Poi il ds Tromboni ha deciso per la continuità. Ma ora, con gli acquisti di mercato a disposizione, c'è da cambiare marcia

Sembrava l'Arezzo di qualche settimana fa e in effetti, guardando la formazione, per otto undicesimi lo era. A parte Frosali, Pizzutelli e Calderini, a Scandicci sono scesi in campo i giocatori d'inizio stagione, che in voltafaccia inspiegabili come quello di ieri si erano già cimentati. Nel recupero di campionato, la squadra ha giocato con il piglio giusto 18 minuti, quelli dell'ultimo scampolo di primo tempo. Poi, dopo l'intervallo, è sparita. Il covid nelle scorse settimane aveva messo in isolamento una decina di calciatori, ma è difficile pensare che si sia trattato soltanto di un calo fisico. Fatto sta che i padroni di casa si sono ringalluzziti e hanno pareggiato due volte, meritandosi il punto e condannando l'Arezzo all'ennesimo pomeriggio colmo di rimpianti.

Alla fine la delusione è stata forte, tant'è che la panchina di Sussi ha traballato. Poi la notte ha portato consiglio e il ds Tromboni ha deciso per la continuità. Troppo rischioso cambiare di nuovo, anche se dall'allenatore, dentro la società, si aspettano maggiore lucidità nella gestione delle gare e degli uomini. Ieri la panchina era composta quasi solo da under, ma rinunciare alle sostituzioni è stata una decisione che non ha pagato. Pisanu, che durante la sosta si è sempre allenato, si è scaldato a lungo e non è entrato mai. Invece avrebbe portato un po' di freschezza a una squadra sotto pressione, aggiungendo filtro e palleggio. Inoltre, non dare copertura nemmeno dopo il rigore di Strambelli è diventato un azzardo pagato a caro prezzo.

Sussi, da quando ha sostituito Mariotti, ha cambiato il profilo tecnico e tattico dell'Arezzo, giovandosi anche degli innesti di mercato. Si è visto un calcio più aggressivo, più dinamico, tant'è che il trend era incoraggiante. I paraggi con Badesse e Scandicci, però, al netto delle attenuanti, hanno il sapore di due incompiute che pesano in classifica.

Adesso, dietro l'angolo, c'è la trasferta di Civita Castellana da affrontare con una difesa raffazzonata (Lomasto e Frosali sono squalificati, Biondi in isolamento per il covid). Per fortuna saranno a disposizione gli acquisti di mercato, che daranno a Sussi maggiori alternative anche a gara in corso. E' l'ultima di andata e l'Arezzo, staccato di 9 punti dalla capolista San Donato, deve ad ogni costo cominciare a vincere con continuità, sfruttando il talento dei suo uomini più dotati. Calderini e Strambelli, anche a Scandicci, hanno messo lo zampino in tutte le azioni pericolose, dimostrando di essere elementi di categoria superiore.

E' chiaro che 25 gol al passivo (in 17 giornate) sono troppi per chi ha l'ambizione di salire di categoria. Ed è chiaro pure che la media punti di Sussi (1,83) si sta avvicinando pericolosamente a quella del suo predecessore (1,80). Ma adesso l'organico è più ampio e i jolly sono stati bruciati tutti. Resta solo da fare punti, possibilmente tre per volta.

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