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Da 1 a 10 | Botta ridimensiona turnover e cammino. Il peso dell'attacco, le parole di Cerci e l'ultima chiamata

Turnover più convincente di quello dell'Euganeo almeno fino al gol di Botta, ma là davanti l'Arezzo non segna. Le dirette concorrenti non fuggono, ma l'ultima chiamata è alle porte

1. Minuto numero 65'. Botta atterrato al limite dell'area condanna l'Arezzo sfrttuando la doppia barriera e la scivolata di Sala, non proprio impeccabile. Finisce con un 1-0 che sa di beffa. L'Arezzo aveva creato pochi pericoli ma ancor meno avevano fatto Lescano e Maxi Lopez. Tre punti persi? Di sicuro almeno uno che avrebbe allungato la serie utile e tutto per colpa di una leggerezza da cui ogni mister, conoscendo le qualità balistiche dell'avversario, mette in guardia negli spogliatoi.

2. Il turnover di San Benedetto sinceramente era ben lontano da quello dell'Euganeo. Gli avvicendamenti se alla vigilia di Padova sembravano una resa condizionata, a San Bendetto sembravano più esperimenti e scommesse per rivitalizzare certi elementi nella corsa salvezza. Se oggi commentassimo un pari il giudizio sarebbe ben diverso per la prova di alcuni, come sempre d'altronde, ma con i se e con i ma non si va lontano.

3. Di certo il turnover anche del modulo (3-4-3 o 3-4-2-1) era piaciuto per la fase difensiva, attenta e pronta al raddoppio. Merito anche di una Samb lenta e impacciata con un numero considerevole di sponde sbagliate e appoggi errati. Un avversario che non vinceva da sette giornate e che adesso ha preso tre punti per il rilancio.

4. E dopo la fase difensiva c'è quella offensiva. Chiudere, raddoppiare e togliere rifornimenti a Lescano e Maxi Lopez permettono di chiudere a chiave la porta, ma poi chi segna? Nel primo tempo Di Grazia per due volte ha mancato il bersaglio dalla distanza, Carletti ha trovato un diagonale insidioso, Pinna (questa volta di testa) ha fatto sobbalzare tutti sul divano, ma il maggior numero di tiri sono arrivati da Serrotti e Altobelli. Il risultato però è sempre stato lo stesso. L'Arezzo lì davanti fa fatica ha principalmente un 9 che si sbatte nel lavoro sporco. L'unico centravanti ad aver segnato nelle ultime partite è stato Piu e il fatto che sia stato riscoperto in questa veste da poche settimane è tutto dire. In estrema sintesi: senza i gol delle punte diventa dura qualsiasi rimonta.

5. Per fortuna là dietro non corre nessuno (per ora), almeno di quelle vicine al Cavallino. Legnago e Ravenna non se la passano meglio dell'Arezzo e la tanto agognata vittoria, una media punti accettabile nel prossimo trittico, potrebbe almeno garantire un aggancio, ma coltivare speranze sugli errori altrui non basta. È bene metterselo in testa.

6. Così come è bene ricordare che il penultimo posto potrebbe non bastare. Se la quintultima fugge ed ha un distacco superiore agli 8 punti la penultima retrocede direttamente in serie D.

7. Due tunnel e tre giocate che hanno messo in moto Ventola e altri compagni, qualche calcione preso e qualche dribbling non riuscito. Che il vero Cerci non è questo lo sa anche il diretto interessato, perchè uno che ha giocato all'Atletico Madrid e al Milan, come in Nazionale, è ben superiore sulla carta a qualsiasi Botta che tra andata e ritorno ha stordito l'Arezzo. Preso - come detto da lui stesso - per fare la diffenreza, tra infortuni e ritardi di condizione siamo a marzo e deve ritrovare la forma migliore e la mentalità giusta, quella che ti fa calare nella polvere della serie C dalle stelle della Liga. E la mentalità non si può solo allenare.

8. Fermana, Fano e Imolese. La salvezza, pardon i playout, passano per l'ennesima volta dal trittico in questione. Stellone ha cancellato su indicazione della società il giorno libero. Giusto così. La posta in palio in termini di punti è elevatissima, per i giocatori ci sono in ballo anche i loro accordi pluriennali in caso dell'esito peggiore. Magari tenere aperti al pubblico gli allenamenti sfruttando i campini aiuterà anche a far capire l'importanza dei prossimi tre turni.

9. Adesso la differenza la farà la mentalità, non il possesso palla, ma il raddoppio. Ravenna, Fermana e Fano sono avversarie che in alcuni casi rispetto al girone di andata si sono tolte dal fango (Fermana e Fano su tutte) perchè giocano di rimessa, con la celebre 'bava alla bocca' di chi vuole mordere prima ancora che segnare.

10. Sarà una lunga settimana, da percorrere camminando sugli specchi, di certo nel silenzio assoluto, anche snervante. Consapevoli che l'ultima chiamata è alle porte.

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