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Il giorno di Stellone: firma, presentazione e nel pomeriggio il primo allenamento

Classe '77, romano, ex attaccante con oltre 100 gol in carriera è poi diventato l'artefice dell'exploit Frosinone. Amante della difesa a quattro, il ritratto del nuovo tecnico

Roberto Stellone

Il profilo di Roberto Stellone non era tra quelli che circolavano a mo' di pettegolezzo nel post partita di Arezzo-Cesena, ma ieri pomeriggio, non appena è stato comunicato l'esonero di Andrea Camplone, ecco che l'identikit dell'ex attaccante granata e del Napoli ha preso quota. Questa mattina, prima delle 12, è atteso al Comunale per la firma di rito assieme al proprio staff tecnico che lo accompagnerà fino a giugno. In caso di salvezza sarà rinnovo automatico per altri due anni.

Stellone ha superato la concorrenza di altri 4-5 profili valutati dalla proprietà. Nomi che i rumors hanno collegato a profili come Serse Cosmi, Walter Novellino e Massimo Rastelli. Veri o no, di certo era assai difficile immaginare un Arezzo che, dopo essere passato dalla difesa a tre di Potenza, a quella a quattro di Camplone, sarebbe tornato indietro dopo aver condotto una campagna acquisti proprio per una difesa a quattro. Un particolare che può aver influito nella scelta di un tecnico di primo piano. Da un emergente come Potenza a un conoscitore della C come Camplone, ad uno come Stellone che la C l'ha affrontata con il Frosinone dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, portonado i ciociari fino alla serie A.

Da attaccante ad allenatore

Una carriera da calciatore con le maglie di Lodigiani in C1, quindi il salto in B con la Lucchese, il passaggio al Parma e il rodaggio a Lecce per poi vivere un quadriennio importante a Napoli fatto di 90 presenze e 30 reti. L'esperienza di Reggio Calabria, quella di Genoa dove segnò due reti all'Arezzo. I rossoblù di Serse Cosmi superarono il Cavallino 3-1 e Stellone siglò una doppietta nella sfida di quel 13 marzo 2005. Dopo la Liguria il Piemonte, sponda Torino, forse l'esperienza più importante con la promozione in A dove ha modo di giocare con Roberto Muzzi (dal 2005 al 2007). Nel 2009 si riavvicina a casa scegliendo il Frosinone con cui chiude la carriera da attaccante e intraprende quella da allenatore.

Nell'estate del 2011 gli viene affidata la panchina della Berretti che lui porta a vincere il titolo nazionale. La dirigenza ciociara lo ritiene pronto per il salto in prima squadra che nel frattempo è scesa in Lega Pro. Pronti via e Stellone si piazza al settimo posto. Confermato al timone, di una rosa in cui milita Daniele Altobelli, ecco il secondo posto che tramite i playoff permette di tornare in serie B. Il progetto va avanti e anche in serie cadetta Stellone si fa valere: secondo posto e promozione dopo i playoff in serie A. Stellone rimane alla guida dei ciociari ma non riesce a evitarne la retrocessione.

Il ciclo si chiude e Stellone riparte da Bari in serie B, esperienza che termina dopo 13 turni nel novembre del 2016. Nell'aprile del 2018 la chiamata del Palermo (in serie B) che vale un quarto posto il primo anno e che gli costa l'esonero nell'aprile del 2019. Nel febbraio del 2020 l'approdo ad Ascoli, esperienza che si chiude dopo cinque partite causa Covid e per via di una risoluzione alquanto particolare, imposta dalla società bianconera dettata forse da altre problematiche piuttosto che dai risultati sportivi. Adesso la chiamata dell'Arezzo, dove ha ricevuto il 'Timone d'oro' nell'estate del 2016, arricchendo una bacheca personale in cui figura una 'Panchina d'oro Prima Divisione' (2013-2014) e una 'Panchina d'argento' (2014-2015. 

Un calcio offensivo

Da Frosinone, a Bari, da Palermo ad Ascoli il minimo comune denominatore è stata la linea difensiva a quattro. L'Arezzo dopo l'addio di Potenza ha varato la linea a quattro e le scelte di mercato spingono verso questa direzione. Certo, Stellone ha puntato a volte sul 3-5-2 ma la scalata del Frosinone è stata all'insegna di un 4-3-1-2 tramutato all'occorrenza in 4-2-3-1 o 4-3-3 fino ad un 4-4-2 con due esterni particolarmente offensivi. Anche a Bari il modulo variava dal 4-4-2 al 4-3-3, idem a Palermo (4-3-2-1, 4-3-1-2, 4-4-1-1, 4-4-2), e lo stesso si può dire anche ad Ascoli. Un modulo che sulla carta sia, nella variante del tridente che del rombo in mediana o che del più classico 4-4-2, sulla carta si sposa molto bene anche con l'Arezzo.

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