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Calcio, la ripresa è una chimera. Spadafora: "Prorogare a tutto aprile il blocco degli allenamenti"

Il rientro in campo si allontana e, oltre a esigenze economiche, si studia come procedere sul piano organizzativo

C'è chi ha chiesto in ogni modo di fermare tutto, smettendo di giocare almeno fino a quando non sarà passata l'emergenza. Lo chiedono in primis i gruppi organizzati. Chiedere per credere alla richiesta della curva atalantina, esponente di una città tra le più colpite. Ma basta anche chiedere ai calciatori, e non solo di serie A. Meglio togliere il disturbo e lasciare i palloni nella cesta, in campo si tornerà più avanti perchè, come recitano molti messaggi, 'la partita più importante si gioca negli ospedali'.

Eppure c'è chi chiede di riprendere, e a farlo sono quelle formazioni che hanno investito e si aspettano un ritorno dalla possibile promozione essendo lassù in testa. Senza le dovute precauzioni però è impossibile, nemmeno a porte chiuse, pensare di riprendere. Ecco allora che le strade da percorrere sono due. Una di tipo economico perchè i club chiedono interventi per far fronte alle uscite e ai mancati incassi, e l'altra di tipo organizzativo.

Crisi Coronavirus: Sarri e i giocatori si tagliano lo stipendio. La Juventus risparmia 90 milioni

La Juventus ha dato il segnale alla serie A. Mentre i club cercano di capire come, quanto e se poter ridurre gli ingaggi ai rispettivi calciatori, i bianconeri hanno trovato autonomamente l'intesa con lo spogliatoio e così potranno risparmiare 90 milioni di euro. La serie B e la serie C hanno chiesto invece la cassa integrazione per i propri giocatori.

La sensazione è quella che il tempo non è molto e il percorso forse ancora troppo lungo.

Intanto una cosa è certa: ad aprile non si tornerà in campo nemmeno per gli allenamenti. Ieri era arrivata la comunizione dell'Arezzo che ha rinviato a data da destinarsi la ripresa avvertendo la possibilità della chiusura oltre il 3 aprile. Poi sono arrivate anche le parole del ministro Spadafora.

"Domani proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado - scrive la Gazzetta - Ed estenderò la misura agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perché c'era ancora la possibilità si tenesse l'Olimpiade. Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita".

Se ad aprile non si torna in campo pensare di riprendere ad inizio maggio è una chimera. Servono almeno due settimane di allenamenti prima della ripresa. Anche se il semaforo verde dovesse arrivare tra 30 giorni viene poi da chiedersi come sarà possibile portare a termine la stagione? Certo, Europei e Olimpiadi sono stati rinviati, ma davvero il rinvio di due manifestazioni originariamente previste a luglio permetterà di chiudere i campionati? O forse è ipotizzabile la ripresa ad agosto con pausa ad ottobre, magari senza playoff e playout nei campionati che li prevedono. A quel punto la stagione 2020/2021 prenderebbe il via a novembre.
Altrimenti spazio all'ipotesi, forse più brusca, ma certamente accettabile davanti ad una emergenza precedenti: stop e fine dei giochi come già fatto da rugby e altri sport. Però poi o vengono bloccate retrocessioni o promozioni oppure si dovrà procedere con una soluzione 'a tavolino'.

E il mercato?

La campagna acquisti e e cessioni potrebbe beneficiare di almeno quattro mesi. Da ottobre a gennaio. Una mega finestra per concentrare tutte le operazioni che dovranno fare i conti con le battute d'arresto dell'economia mondiale.

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