Prima categoria, i club aretini: "Meglio fermare i campionati"

La richiesta dei club davanti alle difficoltà legate alla pandemia e ai protocolli

La quarantena per tutto il gruppo squadra, le porte chiuse unite alle difficoltà economiche e una pandemia che non sembra arrestarsi. Ecco i motivi che hanno portato le 12 società aretine del girone F di Prima categoria a scrivere alla Federazione chiedendo la sospensione del torneo.

La nota delle società

La volontà di scrivere la presente lettera a codesto Comitato è scaturita dopo una riunione del 12 ottobre a cui hanno partecipato 12 società su 13 partecipanti al girone F di Prima Categoria Toscano.
Le problematiche su cui abbiamo discusso sono ormai note, cioè quelle legate ai protocolli Covid-19, che non ci permettono di affrontare con serenità questo campionato e quelli di settore giovanile ove esistenti.
Dopo un dibattito appassionato e valutato tutte le opinioni, le società, di comune accordo, sono arrivate alla conclusione che con l'attuale protocollo non ci sono le condizioni per affrontare un campionato dilettante, oltre a tutte le responsabilità che gravano in capo alla persona del Presidente di ogni società. 
Questi sono due punti fondamentali che stando così, non ci permettono di continuare la, stagione:

  • la regola per cui si deve mettere in quarantena tutto il gruppo squadra nel caso di presenza, all’incontro, di soggetto che risulti poi positivo
  • il divieto di effettuare le partite a porte aperte.

Per il punto 1 riteniamo che sia corretto isolare in quarantena il soggetto positivo ed eventualmente altri soggetti conviventi  a discrezione delle ASL e far effettuare   i relativi tamponi ai restanti partecipanti all’incontro, sempre che sia ritenuto opportuno dalla ASL, ma di non mettere in quarantena tutta la squadra, perché altrimenti non sappiamo quanti nostri tesserati si rifiuteranno di partecipare alle gare per evitare  la eventuale quarantena di quindici giorni e quindi di non poter lavorare (obiettivamente molto più importante).
Anche perché in altri settori (vedi il mondo produttivo) l’approccio è diverso ed è simile a quello sopra riportato.
Al punto 2 vorremmo far notare che molti impianti non sono totalmente chiusi alla vista e tale protocollo potrebbe peggiorare invece che migliorare gli assembramenti tanto temuti, con il pubblico che si potrebbe concentrare in spazi ridotti a ridosso delle recinzioni per poter assistere alle partite invece che accomodarsi sulle tribune con distanziamento contrassegnato sui posti in maniera più ordinata.
Altro problema, non di poco conto, è il lato economico, ovvero con le società che trovano meno sponsor a causa della crisi legata al Covid-19, l’impossibilità di fare feste, sagre paesane, cene etc. etc., per finanziarsi era rimasto solo la biglietteria a darci un po’ di respiro e se manca anche quella...Siamo arrivate unanimemente alla conclusione, di chiedere la sospensione del campionato fino a che non vengano modificate queste due regole precisando che non vorremmo arrivare alla mancata partecipazione al campionato stesso se vediamo che lo status quo non cambia.
Inoltre, cosa fondamentale, valuteremo anche la situazione epidemiologica nei nostri territori, che in caso di aggravamento, confermiamo che la sospensione sia l’unica strada percorribile. Credeteci, questo intendimento ci costa molto data la passione che nutriamo per questo sport, ma quando viene messo in discussione la possibilità di poter esercitare il proprio lavoro nella sfera privata e l’azzeramento quasi totale delle entrate di una società sportiva dilettantistica non vediamo alternative.
Porgendo i più cordiali saluti chiediamo una risposta più celere possibile.
Lettera sottoscritta dalle seguenti società:
AREZZO FC
BIBBIENA
AMBRA
OLMOPONTE
MM SUBBIANO
MC VALDICHIANA
CAPOLONA QUARATA
PERGINE
VICIOMAGGIO
PIEVE AL TOPPO
RASSINA
TEGOLETO
SPOIANO

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