L'Arezzo è questo: tra sfortuna e fragilità. Il vero esame di maturità sarà con l'Olbia

L'avvio era stato incoraggiante ma sfortuna ed errori dei singoli costano all'Arezzo la serie utile. E domenica arriva l'Olbia per uno scontro diretto che forse sarà il vero esame di maturità

Il gol di Serena

"E pensare che l'approccio alla partita era stato incoraggiante". Era il uno dei commenti in auto al ritorno da Pontedera. Per la cronaca alle 21:36 eravamo al casello di Battifolle contro le oltre due ore e 45' dell'andata tra rallentamenti cose e quant'altro che hanno fatto tornare sui loro passi alcuni tifosi e fatto arrivare solo alle 18:45 i ragazzi dei gruppi organizzati.
La trasferta di Pontedera più che una odissea è stata una vera e propria epopea tafazziana perchè quando perdi prendendo due gol su palla inattiva a difesa schierata significa che molto di quanto si è visto sul terreno di gioco lo hai creato o propiziato con le tue mani. Stesso discorso per quel retropassaggio apparantemente innocuo per Pissardo che è stato tradito dal terreno di gioco, tradendo così anche l'Arezzo. Piccola curiosità: per l'ex Inter è il secondo rosso in 13 giornate.

L'Arezzo ha fatto tutto da solo. Lo ha detto anche Daniele Di Donato, lamentandosi anche per due rigori non assegnati, ma dei quali c'era forse solo quello su Gori travolto da Mazzini. Per il resto l'Arezzo ci ha messo foga, corsa e la solita organizzazione almeno fino a quando è rimasto in undici. Poi ha messo l'elmetto ribattendo colpo su colpo, chiudendo sulle gambe e prendendo sempre a difesa schierata il gol di De Cenco che ha inaugurato adesso la moda del "gol del quasi ex" visto che assieme a Guidone sembrava essere finito nei radar del Cavallino mesi fa...
L'Arezzo fallisce l'esame di maturità per sfortuna ed errori propri. Cercare alibi non serve più, pensando magari al terreno di gioco o altro. Al momento l'unica cosa da fare è quella di pensare concretamente a come uscire da una classifica che inizia a scricchiolare.

Basta pensare al secondo anno di un progetto triennale che per adesso è al ribasso, anche se poi i campionati si decidono da gennaio in poi, basta fare paragoni con un passato recente parlando di allenatori o giocatori che oggi sono altrove (con buoni risultati), o ingigantire una campagna acquisti che per adesso ha portato in dote una rosa extralarge in termini di giocatori e probabilmente economici.
L'Arezzo adesso è questo. Ha una media che supera di poco il punto a partita, dietro è fragile su palla inattiva e in attacco segna soprattutto più per iniziative personali e doti di singoli (Caso, Belloni, Cutolo e Gori) che non per gioco di squadra. C'è solo da stringere i denti e mettere l'elmetto, puntando molto sull'applicazione. Poi a gennaio si vedrà, ma da qui alla sosta mancano ancora otto partite...e domenica arriva l'Olbia che oscura per buona parte il derby di Coppa, per uno scontro diretto che nessuno avrebbe mai immaginato potesse arrivare così presto.
Forse sarà questo il vero esame di maturità, una prova che non concederà appelli a nessuno.

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