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Esperienza in serie D, patentino UEFA Pro: ecco perché Mariotti è in pole per la panchina dell'Arezzo

Il tecnico classe 1961 sembra il favorito per guidare l'Arezzo. Dopo 12 anni in serie D il possibile ritorno in amaranto dove era stato il secondo di De Paola. Rosa e contratti: tutti svincolati, ma società al lavoro per trattenere alcuni pezzi

Il nome di Marco Mariotti potrebbe essere quello giusto per la panchina dell'Arezzo o forse sarebbe meglio dire il profilo giusto in base a quello che il cammino di una società che lavorerà almeno fino al 30 giugno su due binari, provando a ricucire lo strappo e le proteste a suon di striscioni della propria tifoseria per la conferma di Muzzi e De Vito.

"Lavoreremo per allestire una squadra di valore per la serie D ma abbiamo già fatto presente nelle sedi opportune che l'Arezzo è una società sanapronta al ripescaggio a cui lavoriamo senza voler creare false speranze". Parole di Guglielmo Manzo, direttore generale del Cavallino. Tradotto: l'Arezzo lunedì prossimo conoscerà le modalità per accedere al ripescaggio (o alla riammissione), poi entro metà giugno saprà quante squadre saranno pronte a iscriversi e il 30 giugno se ci saranno posti a disposizione. Il presente parla di serie D e allora ecco che la scelta dell'allenatore, passo successivo alla conferma dell'area tecnica seppur con un minimo restyling, è ricaduta su un tecnico che conosce bene la serie D ma che è in possesso del patentino UEFA Pro per allenare in serie C a fronte di un possibile ripescaggio. Mariotti può percorrere quelle due strade di cui ha parlato l'Arezzo: è esperto per la serie D ma è anche un tecnico (esordiente) che può allenare in Lega Pro. Praticamente un allenatore che in qualsiasi caso non porterebbe a un cambio in corsa.

Da Roma massimo riserbo anche se dalla Sardegna si parla di un incontro tra l'azionista di maggioranza del Cavallino e mister Mariotti che si è tenuto di recente. Indiscrezioni in cerca di conferme, ma che vengono avvalorate dal fatto che Marco Mariotti si è dimesso dal Carbonia, società condotta alla salvezza guidando una squadra giovane tra difficoltà logistiche e di altra natura. Mancano sei turni alla fine del campionato che potrebbero servire per visionare elementi utili alla causa oltre magari a segnalare alcune sue vecchie conoscenze per far ripartire l'Arezzo, che un giocatore in rosa lo ha già ed è Aniello Cutolo, confermato dal dg Manzo, uno dei pochi tesserati che resteranno visto che tutti gli altri si svincoleranno causa retrocessione. Trattenere Zuppel e Iacoponi è difficile ma non impossibile, mentre altri elementi 'over' potrebbero ricevere da qui a breve una chiamata, magari uno per reparto.

Centrocampo a rombo, con l'impiego del trequartista, o tridente offensivo, ma anche l'albero di Natale. Un calcio offensivo, un passato come secondo di Gustinetti, Sarri (nell'esperienza a Grosseto) e poi ad Arezzo poche settimane con De Paola. Poi l'Under 18 della Ternana con la finale scudetto persa ai rigori contro il Torino, quindi la ripartenza con Nuorese (tre stagioni), Monterosi, Albalonga (secondo posto e vittoria playoff) e il terzo posto con la Torres nella stagione fermata dal Covid, quindi l'esperienza di Carbonia. Adesso il possibile arrivo in amaranto dato che i discorsi sembrano ben avviati.

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