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Manzo: "Giocatori senza attributi. Progetto Arezzo avanti nonostante la D, ma siamo pronti al ripescaggio"

L'uomo forte della società commenta la prima retrocessione in D nella storia dell'Arezzo sul campo. L'indice contro i giocatori, il futuro ma non solo

Si scrive direttore generale, si legge 'uomo forte', perchè Guglielmo Manzo non è solo il diggì dell'Arezzo ma è anche la figura centrale della Mag Servizi Energia, ovvero della società che ha rilevato il Cavallino nemmeno un anno fa. E nemmeno dopo un anno deve commentare una retrocessione di fatto storica perchè in quasi 100 anni l'Arezzo non era mai scivolato in D sul campo.

"Cosa non ha funzionato? Analizzando a mente caldo c'è da dire che abbiamo rilevato l'Arezzo pochi giorni prima di Ferragosto e va ammesso che abbiamo impiegato un po' di tempo per capire cosa c'era all'interno del club - spiega Manzo - sicuramente questo è stato un errore così come un errore lo abbiamo commesso, non vorrei essere ripetitivo, nella scelta del direttore sportivo e del mister. Questo ci ha condizionato anche se poi abbiamo provato a cambiare rotta in corso, comprando giocatori che gli allenatori ci hanno detto poter essere utili alla causa. Sicuramente è stato un primo anno duro come non mai, e come non ci saremmo mai aspettati".

Ma sulle responsabilità della retrocessione dell'Arezzo il direttore generale inserisce anche i giocatori.

"La società ha sbagliato ma almeno il 75 per cento delle responsabilità di questa retrocessione è dei giocatori - commenta Manzo - ogni volta che ho parlato con loro ho sempre chiesto di dare il massimo, oltre il cento per cento. La società gli è stata vicina in ogni modo. Abbiamo cercato di spronarli più che rimproverarli e ci siamo sbagliati. Mi viene da dire che o non hanno gli attributi per la serie C e mi pare strano considerando che sono fior fiore di giocatori, o non hanno a cuore le sorti dell'Arezzo, ma mi rifiuto di crederlo. Il Ravenna ha vinto al 95' e va ai playout nonostante l'esperienza con il Covid. Noi invece abbiamo perso quattro partite su quattro dopo la sosta per Covid..."

Adesso, a partire dal 30 giugno, l'Arezzo potrà fare 'tabula rasa', perchè ogni contratto in essere decadrà per il ritorno in serie D.

"Nella vita sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno - confessa Manzo - questa retrocessione azzera il pacchetto giocatori e staff tecnico, anche se poi valuteremo se alcuni meritano un'altra possibilità e vorranno restare con noi, ma vedremo anche di seguire la strada del ripescaggio. Da qui al 30 giugno percorreremo due strade, una è quella per essere protagonisti e vincenti in D e una per giocare la carta del ripescaggio".

Ma parlare di serie D o ripescaggi almeno in queste ora si scontra con la rabbia dei tifosi che sui social, ma non solo, mettono nel mirino della retrocessione non solo i giocatori ma anche i ruoli e le figure di Roberto Muzzi ed Enzo De Vito.

"Allo stato attuale e per l'imminente futuro Muzzi e De Vito sono al centro del progetto di rinascita dell'Arezzo. In campo ci vanno i giocatori e non i dirigenti. Roberto ed Enzo hanno preso giocatori di prima fascia, elementi che presi singolarmente sarebbero da playoff. Ma qui c'è stato un problema di attributi. Fosse per me farei allenare i giocatori fino al 30 giugno dalle 4 alle 5 ore al giorno".

Dalle parole di Manzo nei prossimi giorni sarà fissata una riunione a Roma.

"Incontreremo per prima cosa lo staff tecnico e cercheremo subito di mettere a punto la migliore strategia giocando su due tavoli: essere protagonisti per tornare subito in C o puntare al ripescaggio se ci sarà modo - prosegue Manzo - dovremo capire se si libereranno dei posti, quali parametri chiederà la Lega Pro. L'Arezzo sarà vigile e resterà alla finestra agendo su due linee. I giocatori? Come ho detto li farei allenare fino al 30 giugno. Parleremo con qualli che potrebbero essere funzionali in D come in Lega Pro e poi valuteremo. Chi non vorrà sposare il progetto potrà andarsene. Abbiamo sbagliato, sono stati commessi errori, ma non molliamo e vogliamo programmare da subito il futuro, mantenendo fede agli impegni presi, consapevoli che questa retrocessione deve essere cancellata".

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