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Da 1 a 10 | Più forti dell'errore del quarto uomo: Arezzo all'inferno e ritorno, ma la corsa è solo all'inizio

Un errore madornale di quell'Arace incontrato già a Pesaro poteva costare caro. Il punto è benzina sul fuoco ma serve coltivare la passione e cavalcare l'onda. Senza risultato contro il Ravenna altrimenti sarebbe più di un passo indietro

1. All'inferno e ritorno. Potrebbe essere titolata così Legnago-Arezzo. Fino al 96' gli amaranto sotto di un gol vedono la forbice del Legnago che significa avere più di un piede in serie D. Poi l'incornata di Di Grazia, non un marcantonio, ha fatto ricordare l'esultanza rabbiosa vista l'ultima volta un maggio di pochi anni fa, con estasi anche in tribuna dove era tutto lo stato maggiore della Mag compresi giocatori infortunati (Perez) e squalificati (Luciani) che avevano seguito la squadra.

2. Prima di tornare sulla partita è bene sottolineare questo aspetto. L'abbraccio, quei fogli con gli appunti di schemi e quant'altro che volano in aria, e gli animi (amaranto) in estasi in tribuna, pronti a farsi valere sugli spettatori di casa, perchè l'Arezzo è tornato dall'inferno anche la porta dell'Averno resta purtroppo ancora troppo vicina. In estrema sintesi una bella unità e coesione di intenti.

3. L'Arezzo non ha giocato una grande partita. Ci si aspettava un piglio come quello contro la Vis Pesaro invece l'avvio è stato timido, guardingo e timoroso. Manovra contratta e prevedibile dove a soffrire di meno sono stati i giocatori più battaglieri, quelli con l'interrottore già impostato sulla modalità playout. Vedi Sbraga, Arini, Pinna, Cutolo e Carletti. Eppure ci ha creduto e il punto sporco è tanta roba.

4. E pensare che Mario Davide Arace ha rischiato di combinarla grossa. Già a Pesaro aveva dato prova delle sue capacità: un pallone che varca la linea ma che non viene segnalato, un rigore assegnato generosamente e poi quel rigore non concesso per atterramento di Cerci in area. Sviste certo, anzi interpretazioni sui generis, mentre ieri ha rasentato la bocciatura. Far rientrare un giocatore con l'azione in pieno svolgimento a due passi è roba che non si vede nemmeno nella Uisp. Un errore da 'scuola arbitri', roba da far sussultare qualsiasi osservatore arbitrale. Senza offesa Mario, ma forse occorre qualche turno di riposo.

5. Prendere gol al 96' manderebbe sulle furie chiunque, figurarsi chi cullava il sogno della forbice e della salvezza diretta poi riposta nel cassetto aspettando i prossimi due turni. Ecco allora che è possibile comprendere le parole stizzite di Giovanni Colella, tecnico del Legnago, i cui attributi volteggiavano come non mai a fine partita come si evince dalle dichiarazioni in sala stampa. Un appunto mister, se lo permette, per essere onesti: l'Arezzo è verissimo che deve prendersela con il quarto uomo per il gol, ed è pure vero che Arezzo e Ravenna sono messe peggio del suo Legnago, ma non dica che non pregustava il colpaccio e la salvezza diretta, così come non si può non dire che il pari (visto l'errore di Arace) è il risultato più giusto.

6. Di Grazia è l'eroe di giornata. Un giocatore che ai tempi di Catania sembrava pronto per la serie A. Un esterno, anzi un trequartista, o forse una seconda punta. Va bene tutto, purchè faccia come nelle ultime due partite. Dribbla, crea superiorità, ma non si impunta nel giocare da solo, e poi segna anche. Peccato per la punizione che ha fatto urlare al gol e che le immagini non chiariscono se sia entrata o meno (di certo nel dubbio al Cavallino le cose non vanno mai nel verso giusto), bene per il colpo di testa. Se l'Arezzo è vivo è merito suo.

7. Il bello (o il brutto) è che l'Arezzo non ha ancora fatto nulla. Il Legnago resta a sette lunghezze, il Ravenna attardato di due punti arriva domenica al Comunale e sa che da qui passano le ultimissime speranze di agguantare un posto per i playout. Tradotto: serve fare risultato, il terzo di fila, altrimenti gli ultimi sforzi non saranno serviti a molto.

8. Però quel punto vale oro e più che per la classifica vale per il morale perchè si torna al punto 2. L'Arezzo per come ha esultato, per come si è stretto tutto attorno a Di Grazia e non solo, è come se avesse gettato benzina sul fuoco. A dirigenza e staff tecnico il compito di soffiare ancora su quel fuoco.

9. Peccato per Carletti. Il centravanti che oltre al lavoro sporco ha messo in mostra anche una buona capacità di andare al tiro, oltre a quella di essere un riferimento lì davanti, è uscito per un problema alla caviglia che ha costretto lo staff medico ad una fasciatura rigida. Domani le valutazioni del caso ma dopo Perez anche il numero 8 è a forte rischio per le ultime due partite.

10. Il Legnago domenica affronterà il Modena che al momento è la migliore quarta, quindi andrebbe alla fase nazionale playoff e non può concedere nulla. L'Arezzo avrà il Ravenna in casa, il Fano avrà la Triestina, l'Imolese un Gubbio che potrebbe ancora ambire ai playoff. Il tutto all'orario delle 20:30 perchè le ultime due giornate andranno giocate in contemporanea.

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