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Domenica, 21 Aprile 2024
Calcio

Montevarchi, il vicepresidente vicario della Lega Pro Marcel Vulpis domani al Brilli Peri: "Fondamentale che città e aziende facciano quadrato sul club"

Intervista a tutto tondo al numero 2 della Lega Pro, in visita a Montevarchi per la sfida contro la Carrarese (calcio d'inizio alle 17.30). "Il nostro obiettivo è portare sempre più giovani negli stadi"

Un ospite speciale siederà domani, domenica 13 febbraio, in tribuna al "Brilli Peri", in occasione del match Aquila Montevarchi-Carrarese: si tratta di Marcel Vulpis, giornalista professionista di fama nazionale e attuale vicepresidente vicario della Lega Pro, con delega alla parte commerciale e marketing. Nel suo giro delle società al fine di comprendere e valutare modus operandi, opportunità ed eventuali criticità a livello di marketing e di comunicazione sul territorio, Vulpis arriverà dunque in Valdarno, nella casa della società più antica della Toscana. "Credo che il Montevarchi, ottenuta la salvezza, potrà fare un ulteriore step nel suo progetto sportivo, ma per farlo c'è bisogno anche di sponsor - afferma Vulpis nell'intervista a tutto tondo rilasciata ad ArezzoNotizie - Auspico una Coppa Italia sul modello francese o inglese, con i grandi club che vanno a giocare in "provincia" ".

Salve sig. Vulpis e piacere di averla con noi. Nonostante le problematiche covid, ormai il campionato è ripartito a pieno regime: che bilancio fa di questa Lega Pro fino ad adesso?

Al netto di quel momento di sospensione del campionato (necessaria, però, vista la crescita dei contagi e il rischio di creare situazioni disagio all'interno dei gruppi squadra), credo che possiamo essere soddisfatti. Adesso la curva dei contagi sta rallentando molto e, nonostante potrebbero esserci ancora dei casi, confidiamo nel fatto che siamo in una fase di discesa, anche se questo non significa abbassare la guardia: i vari gruppi squadra stanno controllando bene sotto il coordinamento del Prof. Francesco Braconaro, coordinatore medico-scientifico della Lega Pro. Bisogna sempre stare allertati e monitorare. Sotto il punto di vista organizzativo il nostro non è un campionato semplice perché è particolarmente lungo, con un mese di playoff, ma grazie al lavoro dei nostri dirigenti organizzatori con i calendari non andremo comunque troppo in avanti con i tempi.

La Lega Pro, anche in questa stagione, è palcoscenico di numerose piazze storiche. In quale modo crede che questo campionato possa attrarre ancor di più i tifosi?

Sicuramente noi dobbiamo andare ad intercettare i giovani: non soltanto coloro che scendono in campo, anche se siamo "il campionato dei giovani", ma anche sempre più giovani da portare sugli spalti. Si tratta di un aspetto molto importante per dare un ricambio generazionale, serve un giusto mix tra giovani e persone più "mature". Uno degli elementi su cui stiamo lavorando e partirà nei prossimi mesi è il campionato nazionale di Esports, che si chiamerà ESerieC. Avremo almeno tra i 20 e i 30 club con dei team e-sportivi che si sfideranno in una fase a gironi e poi in una fase finale che potrebbe sfociare in una giornata o più giornate a Ferrara, dove la società WeArena di Verona ha la prima arena fisica nata solo sul tema degli sport elettronici. E' probabile che, se avremo un numero basso di contagi, potremo organizzare all'interno di questa arena indoor una fase finale assolutamente interessante: questo ci permetterà di iniziare ad intercettare una serie di giovani che oggi sono appassionati di videogaming e dobbiamo portarli da questi agli spalti degli stadi.

Un tema di grande dibattito in questi giorni, dopo le parole a riguardo di Maurizio Sarri, è una riforma "democratica" della Coppa Italia. Che ne pensa a riguardo?

Quando un anno fa si vociferava di una Coppa Italia riservata esclusivamente a Serie A e Serie B è stato uno shock, perché pensare ad una competizione senza squadre di C sembrava uno strappo molto forte ed anche immeritato, perché i nostri club hanno piacere a partecipare. Fui uno dei primi a dire al presidente della Lega Pro Ghirelli che dovevamo comunque cercare il dialogo e sia il Presidente che il Consiglio Direttivo erano assolutamente d'accordo su questa linea. Quest'anno c'è stata la possibilità per quattro squadre di C di giocarsela, ma io spero che nel tempo si riesca ad aumentare il numero perchè credo che abbiano diritto a giocarsi l'accesso già al primo turno della Coppa Italia: poi, ovviamente, le competizioni vanno conquistate per merito sportivo e quindi sul campo. Rinunciare a certe piazze è un colpo al cuore per dirigenti, società e tifosi.

Non sarebbe auspicabile che tutti i club di Serie C fossero ammessi al primo turno di Coppa Italia ed entrassero subito in gioco anche tutte le squadre di Serie A e Serie B? 

A me piacerebbe, ma la Serie A ha portato come giustificazione il fatto che stavano cercando di ridurre il numero di partite, tant'è che le squadre di C hanno partecipato ad un turno preliminare che poi avrebbe portato al primo turno. Siccome in questo momento la competizione è sotto l'egida della Serie A, è chiaro che noi dipendiamo dalle scelte strategiche che fa la Serie A. Io sono una per visione quanto più allargata e democratica delle competizioni, quindi sicuramente mi piacciono il modello francese e quello inglese. Mi piacerebbe oltretutto che fossero i grandi club ad andare a giocare in "provincia" dando la possibilità ai piccoli club di giocarsela in casa e dando a queste società la possibilità di un ritorno economico vitale. Bisognerebbe che i grandi club facessero un passo in avanti e porgere la mano a chi è più piccolo e chi ha più bisogno di poter crescere, ovviamente se si parla di un sistema armonico dove siamo tutti componenti dello stesso movimento. Questo lo dico a prescindere dal mio ruolo di competenza.

Quest'anno solo nel gruppo B abbiamo una sfida a due tra Modena e Reggiana, mentre nell'A e nel C Sudtirol e Bari hanno già accumulato un bel vantaggio. A cosa riconduce questo dato curioso? Squadre veramente troppo forti per la categoria o livello medio più basso?

Beh, dipende molto da come il club in questione è strutturato. Il Sudtirol è un modello sportivo da monitorare e studiare, sia in termini di governance che di progetto sportivo che di impresa: è un modello vincente, che va avanti da 13 anni e che quest'anno gli sta dando anche ragione sul rettangolo di gioco. Le cose non avvengono per caso, io sono per la programmazione di medio/lungo periodo, per una crescita graduale più che a strappi, sia nei singoli club che nel movimento stesso. Nel caso del Bari, ad esempio, si tratta di una società dal budget importante che gli permette di avere una qualità di gioco collegata a giocatori che, in molti casi provengono dalle categorie superiori, questo ci sta. Dal suo punto di vista il Bari punta a salire di categoria già dalla prima stagione e ha cercato di prendere giocatori per farlo.

Parlando di progettualità a lungo periodo, il Montevarchi è uno degli esempi più lampanti vista la trafila dalla Seconda Categoria alla Serie C in appena 9 anni. 

Prima del campionato ho conosciuto il presidente Angelo Livi e mi ha colpito la sua grande determinazione e volontà di fare bene, abbinata ad un corretto senso di umiltà. Il primo anno da neopromossa non è semplice, ma io credo che il Montevarchi sia sulla strada giusta e che, ottenuta la salvezza, nella prossima stagione potrà fare anche un ulteriore step in avanti nel suo progetto sportivo. Per fare questo c'è bisogno anche di sponsor, quindi di aziende che possano aiutare la dirigenza sportiva a fare anche un calciomercato più importante nelle due finestre estive e invernali. L'invito è quello di fare quadrato su questo club, come dico dovunque vada per visitare i club sui rispettivi territori: oggi il calcio è una piattaforma di visibilità unica e la crisi da questo punto di vista non ha scalfito il prodotto calcio, quindi se ci sono aziende che hanno voglia di fare co-marketing e di abbinarsi a brand ingenti sul territorio questo è il momento di farlo.

Domani sarà la seconda partita del Montevarchi nel rinnovato "Brilli Peri".

La mia visita ha anche questa ragione. A tal proposito, vorrei fare un ringraziamento speciale alla sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai: quando c'è il passaggio dalla D alla C ci sono tutta una serie di incombenze tecniche, di potenziamento della struttura dell'impianto sportivo e la Sindaca, lo dico per mia conoscenza, è stata a fianco del club giorno dopo giorno come dovrebbe sempre fare un primo cittadino che ha a cuore il proprio club di riferimento, a prescindere dalla categoria di appartenenza. 

Ringraziamo Marcel Vulpis per la disponibilità e la cortesia.

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