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Arezzo, La Cava fa dietrofront sull'aumento di capitale: "Partecipo per mantenere l'uno per cento"

L'ex presidente fa retromarcia. Se così sarà potrebbe essere evitato il passaggio in tribunale

Giorgio La Cava torna a parlare. L'ex presidente a distanza di un mese dall'assemblea dei soci, che si era chiusa con la volontà della Mag Servizi Energia e Orgoglio Amaranto di procedere con l'aumento di capitale con il no dell'altro socio, interviene con una nota stampa e dichiara di essere pronto a contribuire all'aumento di capitale. Ma La Cava parteciperà solo con l'uno per cento, al fine di restare nel club con la stessa quota di Orgoglio Amaranto. Una mano tesa, un modo anche per evitare cause legali lunghi e dall'esito incerto che avrebbero magari potuto recare danni.

Fideiussioni sistemate e bilancio ok. L'Arezzo adesso guarda solo al campo

Ecco il comunicato di Giorgio La Cava.

"Come ben noto l’impegno profuso da parte del sottoscritto nell’interesse della S.S. Arezzo è stato, negli anni della sua gestione, preciso e puntuale e per questo con impegno, dedizione e affetto per la squadra, si è sempre fatto carico di quanto necessario. Considerando l’intervento della nuova compagine societaria di maggioranza, e quanto da ultimo deliberato nell'assemblea del 30 ottobre 2020, emerge la necessità di ulteriori sforzi nell'interesse della società. Malgrado questi sforzi siano stati già profusi da parte del sottoscritto nel mese di agosto 2020,  con versamenti effettuati in conto futuro aumento capitale espressamente indicati nella causale del versamento, considerando l'intenzione della maggioranza della Società e del Consiglio di Amministrazione di imputare detti versamenti a patrimonio della società e copertura delle perdite, e malgrado la possibilità di impugnare tale decisione in quanto sicuramente non corretta, il sottoscritto si è determinato ad accettare la decisione e quindi a procedere al versamento dell'aumento di capitale corrispondente alle quote di minoranza a lui proprie, per la sola somma necessaria al fine di rimanere socio per la quota simbolica pari all'uno per cento del capitale sociale (ciò solo per la passione che tuttora permane per i colori amaranto). La restante parte si sarebbe potuta coprire ricorrendo a questi versamenti già eseguiti e non correttamente imputati dalla Società ma al fine di non gravare eccessivamente sulla Società, non creare tensioni inerenti la gestione societaria, (in particolare in questo grave momento di emergenza sanitaria) si ritiene di procedere senza impugnare detta delibera assembleare che a parere del sottoscritto risulta illegittima. Questo ulteriore sforzo viene effettuato nella fiducia che la nuova compagine societaria di maggioranza possa lavorare serenamente per raggiungere gli obiettivi che la S.S. Arezzo calcio merita assolutamente".

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