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Offese razziste a un baby calciatore. Lui reagisce: maxi squalifica

Il Bibbiena prende posizione dopo la maxi squalifica ad un suo giocatore. L'episodio è accaduto in una partita del campionato under 16.

Foto di repertorio

Ci sarebbero delle offese di stampo razzista alla base della squalifica che il giudice sportivo ha comminato ad un giocatore del Bibbiena della formazione under 16. I fatti risalgono a due settimane fa. In campo per il campionato Allievi B provinciali le formazioni di Arezzo Football Academy e Bibbiena. I casentinesi mandano in campo un giocatore di origini senegalesi che con la sua velocità crea scompiglio e prova ad aiutare la sua squadra a portare a casa i tre punti. In campo però oltre a qualche contrasto deciso vola qualche parola di troppo. A confermare l’accaduto i tecnici delle due formazioni, oltre al comunicato firmato dal presidente del Bibbiena.

Al giocatore dei casentinesi a fine partita saltano i nervi nonostante la vittoria e prova a farsi giustizia da solo. Come descritto dal bollettino della Lnd Toscana il 16enne prova a raggiungere gli avversari che lo hanno preso in giro, colpendo uno di loro con un pugno al braccio.
L’allenatore dell’Arezzo Football Academy si rende conto delle cause del gesto. “Ho portato i ragazzi responsabili del fatto nello spogliatoio del Bibbiena dove si sono scusati”, come conferma anche l'allenatore del Bibbiena. Sembra tutto finito qui ma poi arriva la squalifica.

“Cinque giornate sono molte - commenta l’allenatore dei casentinesi, Alberto Larghi - ad ogni modo a fine partita ho mandato un messaggio nella chat che abbiamo creato con i ragazzi. Ho detto loro che avevamo vinto ma avevamo anche perso la partita più importante, quella legata al comportamento”.

Già perché il Bibbiena è contrariato per la sanzione considerata troppo severa comminata al proprio tesserato, che tra l'altro fa parte di una squadra che la scorsa stagione ha vinto il premio disciplina. Ad ogni modo i casentinesi fanno mea culpa.

“Offese di questo tipo non esistono - prosegue il tecnico - però al mio giocatore ho fatto presente che ha sbagliato. Non si può risolvere tutto con la violenza, né su un campo da calcio né nella vita quotidiana. Ad ogni modo il mio collega, l’allenatore dell’Arezzo Football Academy, ha compreso la situazione ed ha portato i suoi ragazzi nel nostro spogliatoio per scusarsi. In queste categoria siamo più istruttori che allenatori. Dobbiamo pensare ad aiutare i nostri ragazzi a crescere, a diventare uomini prima ancora che calciatori”.

Di fatto seppur trattandosi di un episodio disdicevole tutto si sarebbe chiuso all’interno dello spogliatoio. La maxi squalifica, contro cui non si appellerà il Bibbiena, però ha riaperto la ferita.

"La reazione è esagerata da parte del nostro giocatore che ha reagito alle offese - si legge nel comunicato diramato dal Bibbiena e firmato dal presidente del club casentinese - i dirigenti della squadra avversaria hanno prontamente stigmatizzato il comportamento dei propri giocatori. La speranza è che simili fatti non si ripetano".

Intanto l’allenatore dell’Arezzo Football Academy non è rimasto impassibile.

“C’è stato un confronto, abbiamo guardato insieme anche un documentario - racconta il tecnico degli amaranto - perché oltre alle punizioni c’è bisogno di intraprendere un percorso costruttivo con i ragazzi, aiutarli a capire e a riflettere su cosa è accaduto. Purtroppo non ci sono parole per descrivere il dispiacere da parte di tutti per questo episodio”.

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