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Promozioni a tavolino e sorteggio, Ghirelli tuona: "Era un documento riservato ai presidenti"

La sfuriata tramite comunicato stampa del numero uno della serie C. "Era un documento per preparare l'assemblea"

"Chi è quello scienziato che ha fatto circolare la lettera?". E' la domanda a cui cerca una risposta Francesco Ghirelli, presidente di una Lega Pro impossibilitata ad attuare il protocollo previsto per la ripresa dei campionati ma che ha soprattutto registrato il parere negativo della maggior parte dei presidenti di poter tornare in campo. Concludere i campionati disputando le ultime giornate è quasi impossibile così come pensare di attuare un monitoraggio costante sulle rose, staff tecnici, dirigenti e spostatre mediamente 30 persone a fine settimana per andare a giocare anche in zone rosse.

Da qui la proposte di chiudere il campionato 2019/2020 optando per tre promozioni diretta a tavolino per le prime di ciascun girone più una quarta tramite sorteggio. Una ipotesi che terrebbe in considerazione le formazioni fino al decimo posto in classifica, procedendo con l'estrazione di una 'pallina' tra le squadre abbinate nel classico format. Un'idea che non ha trovato il parere favorevole di alcuni club di serie C (Bari, Reggiana, Carpi, Monopoli, Vibonese, Carrarese, Sudtirol e non solo) ma anche e soprattutto della serie B e della serie D, con i due presidenti che hanno parlato di 'proposte irricevibili'. Di fatto quella che doveva essere una bozza con delle linee guida ha acceso una discussione che rischia di essere infuocata il prossimo 4 maggio quando si riunirà l'assemblea dei club.

Adesso a Ghirelli serviranno ago e filo, come lui stesso scrive per ricucire i rapporti tra le varie leghe. Ecco il comunicato di Ghirelli pubblicato sul sito della Lega Pro.

"Sono arrabbiatissimo con chi ha fatto circolare pubblicamente la lettera. I presidenti l’avevano per preparare l’assemblea. Perché lo ha fatto questo scienziato ? Ha ottenuto che una proposta da sottoporre all’assemblea è diventata oggetto di dibattito esterno e di pressione sui presidenti. Ed, ora, leggo anche sulla Lega. Stiamo sereni, ago e filo , perché poi dovranno ognuno di loro dire , in consiglio federale, che cosa vorranno fare. Stiamo, tutti tranquilli, la proposta sarà sottoposta al consiglio federale che è il dominus. La chiusura la deve deliberare il Consiglio federale, certamente tenendo in grande considerazione la delibera, ove ci fosse, dell’assemblea di Lega Pro. Ma come si fa a discutere senza una proposta? Per questo doveva rimanere la proposta all’interno della Lega proprio per correttezza istituzionale ed, anche, per evitare prese di posizioni senza senso di qualche componente che è meglio che studi la regolamentazione federale. In merito alle singole ipotesi non mi esprimo per correttezza all’assemblea. Non voglio ricordare il passato a chi parla di spirito di squadra, per non alzare la polemica e per amor di patria. Questa confusione cerca di far dimenticare il secondo punto all’odg in assemblea. Per essere credibili come Serie C dobbiamo sapere che il maledetto virus ha solo accelerato e drammatizzato la situazione già complicata e quindi dobbiamo procedere verso il cambiamento. Non parliamo di aggiustamenti; con PwC, ci siamo posti il tema del Piano Strategico per la serie C. Dico le parole chiave: discontinuità per ripartire in modo strutturato , per riformare e reinventare. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare la strada dei fallimenti di questi anni. E’ questa riforma vera che mette paura”.

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