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Venerdì, 12 Agosto 2022
Calcio

Gaddini, il coraggio dei vent'anni: "Arezzo, non vedo l'ora. Le pressioni? Una carica in più"

Classe 2002, esterno d'attacco, arriva in amaranto con il sogno di crescere ancora: "Il direttore Giovannini mi ha convinto subito. Per il mio percorso, questa è l'opzione migliore"

Nato a Lucca, cresciuto nel Tau calcio, ha fatto esperienza nella primavera dello Spezia prima del salto con i grandi. L'anno scorso è sbarcato in serie D a Sestri Levante, ma le cose migliori le ha messe in mostra da gennaio in poi al Borgosesia: 17 presenze, 6 gol e gli occhi di tanti osservatori addosso. Alla fine l'ha spuntata Giovannini. Mattia Gaddini, 20 anni, è uno degli under che giocheranno in amaranto l'anno prossimo.

Qualche serie C interessata a te c'era. Perché restare tra i dilettanti?

Perché penso che per il mio percorso di crescita, Arezzo sia l'opzione migliore in questo momento. E' vero che giocheremo in D, ma il contorno è da categoria superiore. E poi il progetto che mi ha illustrato il direttore mi ha convinto.

Che tipo di percorso hai alle spalle?

Sono uscito da un anno dalle giovanili. A Sestri ho avuto uno stiramento al collaterale che mi ha frenato, a Borgosesia invece ho trovato più continuità. Nel complesso è stata una stagione positiva, mi ha dato fiducia anche se ancora devo dimostrare praticamente tutto. So che serve la testa giusta, che ci vogliono motivazioni forti. Ma io ho le idee chiare e coltivo il sogno che hanno tutti i ragazzi della mia età, cioè arrivare in serie A.

Sei un under che arriva in una piazza delusa dalle ultime stagioni, con un ambiente caldo ed esigente in pari misura. Come reagirai alle pressioni che ci saranno?

Non credo che saranno un ostacolo. Ci ho pensato a questa cosa e sinceramente non vedo l'ora di giocare con il pubblico alle spalle. L'anno scorso, da avversario, ho affrontato il Novara in trasferta. Non c'era il pienone ma l'atmosfera mi è piaciuta. Penso che dalla gente avrò una carica in più.

Sei stato preso per giocare da esterno d'attacco nel 433. E' il tuo ruolo naturale quello?

Sì, esterno alto a sinistra. A Sestri e Borgosesia giocavamo con il 343 ma mi sono trovato bene lo stesso. Mi piace dialogare con il terzino e la mezz'ala che sono dalla mia parte, in quella zona di campo posso sfruttare le mie qualità migliori: velocità e tecnica. Sono destro ma calcio anche di sinistro, questo mi aiuta.

Dov'è che devi migliorare invece?

Nella fisicità e nel colpo di testa. A volte mi capita di scollegarmi dalla partita. Ecco, questo è l'aspetto su cui devo lavorare di più.

Modelli ai quali ispirarti ne hai?

Da bambino avrei risposto CR7. Adesso, con le dovute proporzioni, dico Chiesa. E' uno che strappa, che gioca a destra e sinistra, mi piace.

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