Lunedì, 18 Ottobre 2021
Calcio

L'arringa di Fanfani, le promozioni in B, i restyling. Lo stadio compie sessant'anni

Il Comunale, oggi Città di Arezzo, venne inaugurato il 24 settembre 1961, con il presidente del consiglio a salutare i tanti tifosi presenti. Un impianto che ha fatto la storia ma su cui pesano le angherie del tempo

C'era Amintore Fanfani alla presidenza del consiglio, Simeone Golia alla presidenza dell'Arezzo e un vento d'ottimismo che soffiava alle spalle. L'Italia veleggiava verso la ripresa e il boom economico, senza troppe eccezioni. Il 24 settembre 1961 da noi si celebrò un bel salto in avanti, sintomatico del progresso infrastrutturale che marciava a passi da gigante e di una passione per il calcio che cinque anni dopo sfociò nel primo, storico, approdo in serie B. 

Quella domenica venne inaugurato lo stadio Comunale, tra spalti gremiti e un pareggino per 0-0 contro lo Spezia che annacquò soltanto in parte l'importanza dell'evento. L'Arezzo militava in serie C, guidato da mister Caciagli in panchina e Tassinari in campo, con la fascia da capitano al braccio.

Arrivò Fanfani in persona ad arringare tifosi e autorità, chiudendo l'era pionieristica dello stadio Mancini a Campo di Marte e aprendo quella proiettata nel futuro del nuovo impianto, destinato a fare da palcoscenico di lì in avanti a quattro promozioni in B, una in C2, una in C1, due ripescaggi, due fallimenti e otto tornei di D. Mai, purtroppo, alla serie A. Il "cavallo di razza" della Democrazia Cristiana, di sicuro, non se lo sarebbe mai immaginato.

Il Comunale è poi diventato "Città di Arezzo" nel 2006, ma nel frattempo aveva cambiato aspetto diverse volte. Il giorno dell'inaugurazione c'erano soltanto la maratona e la doppia tribuna: quella inferiore e quella superiore. Quattro anni più tardi aprì anche la curva nord, mentre la sud fu costruita nel 1982, dopo la terza scalata alla B. Nel corso degli anni si sono susseguiti gli interventi di restyling, tra cui quello del 1990, quando vennero demolite le due tribune e sostituite dalla tribuna unica arrivata fino a oggi. Nel 2004 invece la vecchia curva sud, distante dal campo e con pochi gradoni, fu rimpiazzata da una struttura nuova molto più capiente e a ridosso del terreno di gioco. Oggi è intitolata a Lauro Minghelli.

Da sempre apprezzato per la qualità del manto erboso, lo stadio ha dovuto adeguarsi via via alle normative che cambiavano e che hanno riguardato tetto, gradoni, seggiolini, prefiltraggi, impianto di illuminazione, ingressi, biglietterie. Il tempo ha fatto il suo sporco lavoro, rendendo inagibile la maratona ormai da quindici anni e usurando anche la tribuna, che lascia filtrare acqua piovana all'interno degli uffici e degli spogliatoi.

Lo stadio, da quasi un decennio, è stato affidato in gestione all'Arezzo calcio ma ciclicamente si torna a parlare di un nuovo impianto più moderno e funzionale, nonostante i risultati sportivi continuino a essere altalenanti. Un giorno forse succederà veramente e il "Città di Arezzo", come accaduto al "Mancini" sessant'anni fa, finirà in mille pezzi. Portando con sé ricordi, nostalgia e un pezzo di storia della città.

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