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Serie C, in campo ma a porte chiuse. Si riparte il 15 marzo

Si potrà giocare solo a porte chiuse e gli allenamenti saranno monitorati

"Sospesi gli eventi sportivi e le competizioni di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato". Inizia così il punto C dell'articolo 1 del decreto emenato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e inviato a tutte le amministrazioni comunali. Come preventivato in giornata anche da Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport, i campionati dopo vari blocchi e rinvii ripartiranno ma solo a porte chiuse, almeno per quanto riguarda i professionisti.

[...] sono sospesi  - si legge nel decreto - altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d);

Niente spettatori, ma solo i giocatori e gli ufficiali di gara, staff tecnici e sanitari in campo. Il calcio al tempo del Coronavirus deve adeguarsi.

Il testo integrale del decreto del 4 marzo

Una 'battaglia totale' e un derby senza tifo

Dal 15 marzo quando ripartirà il girone A, e quindi il cammino dell'Arezzo, si giocherà senza tifosi. Niente trasferte o coreografie sugli spalti. Per gli amaranto il tour de force che proseguirà fino al 4 aprile con una partita ogni sette giorni si giocherà nel silenzio dei vari impianti sportivi. Dal Comunale al Città di Gorgonzola, dal Nespoli di Olbia al Moccagatta. Salvo contrordini da qui al 3 aprile l'Arezzo disputerà tre partite in trasferta e tre in casa senza spettatori. Su tutte il derby con il Siena in calendario giovedì 19 marzo alle 20:45.
Una mazzata anche in termini economici visto che era in calendario la 'Giornata amaranto' che avrebbe annullato, solo per quel giorno, tutti gli abbonamenti potendo garantire un incasso di tutto rispetto.

Ghirelli: "Siamo in emergenza"

"Come Garibaldi dobbiamo dire 'obbedisco'" ha detto Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, intervistato da TuttoC. Tra l'altro l'attenzione si sposta anche sul piano prettamente economico perchè gli incassi al botteghino (seppur non elevati delle serie C) servono a saldare le varie scadenze. La prossima, quella del 16 marzo, è alle porte.

"E' evidente che i mancati incassi creano un problema enorme. Credo che il ministro raccoglierà questo tema. Una delle questioni poste dal sottoscritto al ministro è che la Lega Pro ha una scadenza, il 16 marzo, relativa alle certificazioni contributive e fiscali. Abbiamo chiesto che tutto ciò rientri dentro al provvedimento governativo".

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