Il 'Decreto Rilancio' per il calcio: cassa integrazione, rinvio dei contributi e non solo

Dalla cassa integrazione al rinvio delle scadenze passando per il fondo 'salva sport'. Le novità del 'Decreto Rilancio'

Gravina, presidente della Figc, parla di 'un passaggio fondamentale', il patron della Lega Pro Ghirelli gli fa eco ringraziando il ministro dello sport quello dell'economia e il Governo per aver 'fornito risposte concrete'. Il 'Decreto Rilancio' interessa il mondo dello sport e anche la serie C attraverso cinque determinazioni.

Si parte con il rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali che slittano al mese di settembre. Sospesi i canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi (anche di Serie A). Ecco quindi il riconoscimento della cassa integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi. Ciò significa che i contratti fino al tetto fissato rientreranno nella cassa integrazione, per quelli superiori occorrerà discutere, trovare un punto di incontro tra club e giocatori. Alcune società ad esempio hanno chiesto ai propri tesserati di ridurre i rispettivi compensi.

Tramite il decreto viene istituito il fondo 'salva sport' con una quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive. Quinto punto, ma non ulitmo per importanza, l’abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva in caso di 'contenziosi generati dalle decisioni che potrebbero essere adottate in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento federale sulla determinazione delle classifiche in caso di interruzione dei campionati della stagione 19/20 e quindi sulla determinazione degli organici per la stagione 20/21'.

Adesso l'attenzione si sposta sul Consiglio Federale del 20 maggio. La data in cui i vertici del calcio italiano dovranno discutere, accettare o rispedire al mittente la proposta con la quale la Lega Pro sta invocando lo stop.

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