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Crowdfunding Arezzo, il Covid-19 fa slittare la campagna. Mancati incassi, Ghirelli: "Problema enorme"

Rinviato il lancio della campagna crowdfunding. Le 'porte chiuse' e il problema dei mancati incassi

Il Coronavirus ferma anche il crowfunding. La campagna 'AMAranto', quella per la riqualificazione de Le Caselle era pronta a partire. Questo fine settimana doveva essere quello della conferenza stampa del lancio, ma l'emergenza su tutto il territorio nazionale legata al Coronavirus ha portato l'Arezzo a rinviare l'appuntamento anche se di fatto è tutto pronto.

L'obiettivo, in prima battuta e con offerte base di 250 euro, è quello di raggiungere 500mila euro entro 30 o 60 giorni. Se l'obiettivo verrà raggiunto l'Arezzo potrà entrare in possesso della somma che in caso contrario tornerà ai sottoscrittori. Tra l'altro se non verranno raggiunti i 500mila euro non potrà proseguire la raccolta fino al secondo step (un milione di euro).

Ma il Coronavirus oltre a rallentare il crowdfunding, con l'imposizione delle 'porte chiuse' comporta anche un mancato incasso per i club che il 16 marzo dovranno fare i conti con una nuova scadenza. Stipendi, imposte e contributi per un pagamento che comporterà somme con sei cifre.

E sulle mancate entrate basta pensare alla data del 19 marzo. L'Arezzo quel giorno riceverà il Siena. E' la partita più attesa dell'anno quella in cui non sarebbero stati validi gli abbonamenti. Una 'Giornata amaranto' che avrebbe portato anche i 1.270 abbonati a pagare il tagliando di accesso. Un danno economico in una categoria dove i diritti tv non sono certo un paracadute come può accadere in A e in B. Ecco perchè il presidente Ghirelli ha alzato la voce chiedendo interventi al ministro dello sport, ma soprattutto ammortizzatori proprio in chiave economica per una categoria che ha lottato e sta lottando per eliminare gestioni troppo leggere.

Tra l'altro il numero uno della Lega Pro ha già annunciato nuove misure in vista della prossima stagione e non solo.

"Ci riserviamo la possibilità di modificare il calendario dei playoff e play out in presenza di eventi che dovessero aggravare la situazione generale e pertanto, se ci dovessimo trovare in quella malaugurata situazione, dovremo sfruttare questa opportunità - si legge nella nota pubblicata sul sito della Lega Pro - l’utilizzo dei campi per l’allenamento, previsto dal DPCM 4 marzo 2020, prevede il conseguente e necessario utilizzo degli spogliatoi, sempre rispettando le disposizioni previste nel citato decreto. Auspico che le istituzioni locali non si discostino dalla direttiva del governo. Ogni esperienza ci deve insegnare qualcosa e noi dobbiamo essere pronti a cambiare anche prassi consolidate. Proporrò che l’inizio del campionato 2020-2021 venga anticipato di una o due settimane per avere margini che non ci obblighino a finali di campionato faticosi e “intasati” in caso di emergenze. Ultimo, ma punto importantissimo, confidiamo nel ministro Spadafora affinchè i nostri club, che vivono molto con gli incassi dello stadio e che hanno già subito perdite significative in queste settimane e nel prossimo mese ne subiranno ancora di ingenti, possano ricevere il giusto aiuto con i provvedimenti finanziari e fiscali che il governo si appresta a varare".

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